Prova Arbalete Omer XXV 90

Con XXV e XXV Gold la Omer Sub ha introdotto nel mercato una misura inconsueta di fusti per arbalete, invece del classico 28mm misurano solo 25mm di diametro, inoltre in carbonio. La durezza del carbonio assicura il rischio di imbarcamento per questo fusto più sottile. A coronare l’esperimento Omer Sub ha inoltre realizzato un calcio più sottile chiamato T10 (discendente del classico T20). La testata invece è la moderna soluzione polivalente che permette l’uso aperto, chiuso, con la coppia di elastici o singolo circolare. XXV è il modello con fusto circolare semplice  e XXV Gold con guida asta integrale, quest’ultimo viene inoltre venduto già equipaggiato di mulinello.

Tutto sommato ci troviamo di fronte ad un arbalete minuto e minimalista, esticamente bello, leggero e dal brandeggio eccellente. Sicuramente controtendenza rispetto ad altri marchi che immettono sul mercato prodotti sempre più “cattivi”. Probabilmente la Omer Sub ha pensato di rivolgersi ad una precisa fascia di pescatori, fornendo un prodotto ottimizzato per l’agguato e la pesca sottocosta.

Technisub Micromask contro Sporasub Mystic

sporasub mysticL’anno scorso scrissi un articolo sulla Micromask di Technisub, definendola più o meno la maschera ideale: volume interno ridotto, buona aderenza, ottimo campo visivo, semplicità di regolazione, silicone sufficientemente morbido.
Tuttavia, dopo alcuni mesi di utilizzo, per qualche motivo ho iniziato a non trovarmi perfettamente a mio agio. La Micromask rimane un ottima maschera, anche se per qualche motivo ho come l’impressione di non aver trovato “La Mia Maschera Ideale”. In realtà l’unico difetto che sono riuscito a trovarle è che il silicone mi segna il volto.
Recentemente ho avuto la possibilità di acquistare la Mystic della Sporasub ad un prezzo particolarmente competitivo, e di conseguenza non mi sono lasciato sfuggire l’occasione.
technisub micromaskDella Mystic mi piacciono soprattutto il colore, un bel verde mimetico opaco, il silicone, che al tatto sembra davvero morbido, e la leggerezza complessiva.
In acqua la Sporasub si è rivelata una buona maschera, ottima per certi versi, ma non è riuscita a entusiasmarmi. Il campo visivo è meno buono di quello della Micromask, mentre il silicone è effettivamente più morbido, anche se dopo qualche ora in acqua il volto mi rimane comunque segnato (un po’ meno rispetto alla micromask). Per quanto riguarda la regolazione dei cinghioli, vince la Technisub, la quale, a sua volta, risulta leggermente più pesante della Sporasub (il che è abbastanza ovvio, avendo una superficie in vetro maggiore).
Insomma, si tratta di due ottimi prodotti, che più o meno si equivalgono. Per quanto mi riguarda, come qualità complessiva l’ago della bilancia pende leggermente in favore della Micromask, che tuttavia costa molto di più della Sporasub e non ha le caratteristiche mimetiche di quest’ultima.
Per ora mi accontento. La Mia Maschera Ideale probabilmente sarà la prossima.

Test: Omer Airbalete 100 & STC X-Power

omer airbaletePUBBLICATO UN AGGIORNAMENTO A FONDO PAGINA

Come promesso all’amico Ivan, riporto di seguito le prime impressioni d’uso dell’Omer Airbalet 100.

Il fucile è stato provato durante un paio di brevi uscite mattutine, poco meno di tre ore di pesca, dove purtroppo di prede “sparabili” ne ho visto davvero poche. La prima prova riguarda l’Airbalete con canna allagata, al quale ho abbinato un’asta Seatec Estreme doppia aletta da 7 mm. per 105 cm.

Le aste doppia aletta non mi piacciono per niente. Di fatto sono indirizzate a prede che per ora sono fuori dalla mia portata. Tuttavia era l’unica asta da 7 mm. con codolo che avevo a disposizione (ormai uso soltanto aste “nude”) e quella ho dovuto usare. L’impiombatura è stata realizzata con tre passate di monofilo Asso Tripla Forza da 0,90 ed è stato montato uno scorri sagola Devoto in plastica. Per la prova ho portato la pressione di precarica a 25 ATM.x-power per airbalete

Elastico SigalSub Reactive Brown 14,5mm

Da un po di tempo si sta sentendo parlare nel mondo dei fucili arbalete di questi elastici da 14mm, a cosa servono? Se pensate che stiamo discutendo di fuciletti per polpi vi sbagliate, l’elastico da 14 è invece stato inventato dagli americani per attrezzare potenti fucili per tonni. Infatti questa piccola misura è la migliore per allestire in maniera graduale un arbalete multi elastico.

Il vantaggio della gomma da 14 è sicuramente un caricamento ultrafacile con qualsiasi misura di fucile, avere livelli di potenza intermedi rispetto alle gomme da 16 o 18, hanno un rinculo molto più morbido e gestibile.

La SigalSub ha ben pensato di aggiungere in catalogo anche questa misura, un elastico esattamente di 14,5mm di diametro, ambra interno e un bel color vinaccia all’esterno. L’elastico è progressivo e restituisce con ottima energia tutto lo stiramento ottenuto, forse prorio per questo l’hanno chiamato “Reactive”.  Il fattore consigliato per il Reactive da 14,5 è del 320%.

Seatec Grotto Evolution 60

Eccoci di nuovo qua, a scrivere di fucili, pinne, e tutto quello che concerne la pesca in apnea.

Questa volta parlerò del nuovo prodotto di casa seatec: il grotto evolution 60.

Parto col dire che questo arbalete non ha proprio nulla a che vedere col vecchio modello se non il nome, per l’appunto “grotto”.

Come già detto è un prodotto totalmente nuovo:

– ha forme snelle e sinuose, il fusto è a osso di seppia, ed è rivestito in poliuretano espanso per garantirne la galleggiabilità, il guida-asta è integrale…oserei dire che è il “fratellino” dello snake;

– Il grotto evolution esce nelle misure 50 e 60;

– L’impugnatura è la VG 09 Silver, tale e queale alla gold: quindi ha le guanciole anatomiche per mano destra o sinistra, a seconda della richiesta al momento dell’acquisto; il congegno di scatto è in acciaio…in definitiva differisce dalla gold solamente per il grilletto, che in questa versione è di plastica;

X-Power System Approvato ufficialmente da Mares

x-power approvato ufficialmente da maresDa ieri, nella home page di STC-Italia, compare il logo Mares Pure Instinct contornato dalla scritta “X-Power System – Approvato da Mares per l’utilizzo sui propri fucili Oleo-Pneumatici”. Ciò significa che una multinazionale importante come la Mares, che ha fatto e che continua a fare la storia della pesca subacquea, creatrice di indimenticabili fucili subacquei quali il Mirage, la mitica serie Sten, il Cyrano… approva l’installazione dei prodotti STC nei suoi fucili pneumatici.
E questo non solo è un riconoscimento della bontà del sistema X-Power, ma implicitamente costituisce un promozione ufficiale al rango di realtà importante e consolidata ed una ulteriore valorizzazione del brand STC, sempre più garanzia di serietà, professionalità e impegno.
Congratulazioni pertanto a STC per questa ulteriore conferma della bontà delle sue realizzazioni.

Zavorra, piombi e pesi. Quanti e come…

La zavorra del pescasub è un’argomento abbastanza importante e complesso, spesso viene generalizzato o sottovalutato dando come unica soluzione un abbinamento fra muta e quantità di chilogrammi in cintura. In realtà non è così semplice, per avere la nostra giusta misura c’è sempre alle spalle l’esperienza e le prove personali.

Sappiate che non esiste un numero di pesi in particolare per ogni muta, perchè oltre allo spessore del neoprene c’è da conteggiare anche la massa del nostro corpo (o meglio il peso specifico), inoltre i piombi vanno scelti in base alla profondità operativa.

Dobbiamo prima di tutto scegliere il nostro stile di pesca, sapere a che profondità normalmente effettuiamo i nostri tuffi. Più abbiamo intenzione di scendere giù e meno piombo ci serve perchè man mano che aumenta la pressione si schiacciano le microbolle del neoprene (e tutte le cavità che contengono aria, polmoni compresi) quindi diventiamo sempre meno galleggianti, fino ad un certo punto che il processo si inverte e invece di avere una spinta verso la superficie diventiamo “negativi” e veniamo spinti verso il basso.

Le perdite di tempo

perdite di tempoCome perdo tempo io, non credo riesca nessun altro.
Per “perdite di tempo” intendo sia quei problemi e quelle lungaggini che ti fanno arrivare tardi a pesca, sia tutti quegli intoppi che ti rallentano o ti bloccano durante la battuta stessa. Da qui in avanti descriverò situazioni capitate al sottoscritto insieme a fatti accaduti a terzi di cui sono venuto a conoscenza. Eviterò di “perdere tempo” in inutili distinzioni.
Andiamo per ordine.
Da quando ho iniziato a pescare, soltanto una volta sono riuscito a entrare in acqua durante le prime fasi dell’aurora, quando ancora si fa fatica a vedere che succede sottacqua. I motivi sono tanti, ed ogni volta diversi, alcuni dei quali addirittura “eccentrici”.
Pur non soffrendo particolarmente la levataccia, a volte faccio fatica ad alzarmi immediatamente dopo il suono della sveglia… alle quattro del mattino! Già, perché pur avendo il mare vicino casa, sono sicuro che ogni volta dovrò imbattermi in questo o in quel problema, che come da titolo mi farà inevitabilmente perdere tempo. Di conseguenza regolo la sveglia per quell’ora.
Purtroppo la sveglia può capitare che non suoni, oppure che non la si senta suonare. O anche che la si spenga più o meno inconsapevolmente. A volte si preme per un numero di volte indefinito il pulsante “snooze”, giusto per raschiare qualche minuto in più di sonno, col risultato di alzarsi alle 7.15 (a giorno fatto, specie d’estate).
Tutti questi problemi però potrebbero avere un’origine diversa dal bisogno fisiologico di dormire. Nonostante tutti i buoni propositi, la sera prima della battuta di pesca difficilmente si riesce ad andare a letto ad un orario decente. Nel fine settimana infatti capita spesso di avere ospiti a cena, con tutto quello che ne consegue (a seconda degli ospiti: impossibilità di schiodarsi dal divano prima dell’una e un quarto; coinvolgimento in grandi bevute d’alcool e/o grandi mangiate; visione di due o tre film in sequenza; bambini che ti mettono a soqquadro casa…). Oppure tu stesso sei invitato a cena fuori, e non è cortese rifiutare/andarsene presto.
Mettiamo che nonostante tutto – postumi di sbornia smaltiti (ok, siamo sullo scherzo, ma meglio non bere se si deve andare a pesca, mi raccomando), ore piccole e cena digerite – riusciamo ad alzarci all’ora che effettivamente ci siamo prefissati. E’ il momento dei problemi post risveglio. Si fa colazione e subito si hanno problemi intestinali. Oppure: si da’ un’ultima controllata all’attrezzatura (cosa che colpevolmente non è stata fatta nei giorni precedenti) e ci si imbatte nei seguenti inconvenienti: il fucile pneumatico è misteriosamente scarico; la plancetta gonfiata la sera prima è sgonfia; l’orologio/profondimetro è fermo; non si trovano più le cavigliere/la maschera/il boccaglio/il coltello; ci si è dimenticati di rifare la punta all’asta, o l’impiombatura; salta fuori che la muta ha un buco, o uno strappo, che non si erano notati l’ultima volta; ecc.
Posto rimedio a tutto quello che si fa in tempo a sistemare a casa, si carica l’attrezzatura in macchina. A questo punto scoprite che vostra moglie l’ha lasciata in riserva fissa, oppure siete stati voi stessi, ma non fa differenza. Potreste avere una o più gomme a terra, o il motore che non parte, ma qui siamo alla sfiga pura.

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