Elastico SigalSub Reactive Brown 14,5mm

Da un po di tempo si sta sentendo parlare nel mondo dei fucili arbalete di questi elastici da 14mm, a cosa servono? Se pensate che stiamo discutendo di fuciletti per polpi vi sbagliate, l’elastico da 14 è invece stato inventato dagli americani per attrezzare potenti fucili per tonni. Infatti questa piccola misura è la migliore per allestire in maniera graduale un arbalete multi elastico.

Il vantaggio della gomma da 14 è sicuramente un caricamento ultrafacile con qualsiasi misura di fucile, avere livelli di potenza intermedi rispetto alle gomme da 16 o 18, hanno un rinculo molto più morbido e gestibile.

La SigalSub ha ben pensato di aggiungere in catalogo anche questa misura, un elastico esattamente di 14,5mm di diametro, ambra interno e un bel color vinaccia all’esterno. L’elastico è progressivo e restituisce con ottima energia tutto lo stiramento ottenuto, forse prorio per questo l’hanno chiamato “Reactive”.  Il fattore consigliato per il Reactive da 14,5 è del 320%.

Seatec Grotto Evolution 60

Eccoci di nuovo qua, a scrivere di fucili, pinne, e tutto quello che concerne la pesca in apnea.

Questa volta parlerò del nuovo prodotto di casa seatec: il grotto evolution 60.

Parto col dire che questo arbalete non ha proprio nulla a che vedere col vecchio modello se non il nome, per l’appunto “grotto”.

Come già detto è un prodotto totalmente nuovo:

– ha forme snelle e sinuose, il fusto è a osso di seppia, ed è rivestito in poliuretano espanso per garantirne la galleggiabilità, il guida-asta è integrale…oserei dire che è il “fratellino” dello snake;

– Il grotto evolution esce nelle misure 50 e 60;

– L’impugnatura è la VG 09 Silver, tale e queale alla gold: quindi ha le guanciole anatomiche per mano destra o sinistra, a seconda della richiesta al momento dell’acquisto; il congegno di scatto è in acciaio…in definitiva differisce dalla gold solamente per il grilletto, che in questa versione è di plastica;

X-Power System Approvato ufficialmente da Mares

x-power approvato ufficialmente da maresDa ieri, nella home page di STC-Italia, compare il logo Mares Pure Instinct contornato dalla scritta “X-Power System – Approvato da Mares per l’utilizzo sui propri fucili Oleo-Pneumatici”. Ciò significa che una multinazionale importante come la Mares, che ha fatto e che continua a fare la storia della pesca subacquea, creatrice di indimenticabili fucili subacquei quali il Mirage, la mitica serie Sten, il Cyrano… approva l’installazione dei prodotti STC nei suoi fucili pneumatici.
E questo non solo è un riconoscimento della bontà del sistema X-Power, ma implicitamente costituisce un promozione ufficiale al rango di realtà importante e consolidata ed una ulteriore valorizzazione del brand STC, sempre più garanzia di serietà, professionalità e impegno.
Congratulazioni pertanto a STC per questa ulteriore conferma della bontà delle sue realizzazioni.

Zavorra, piombi e pesi. Quanti e come…

La zavorra del pescasub è un’argomento abbastanza importante e complesso, spesso viene generalizzato o sottovalutato dando come unica soluzione un abbinamento fra muta e quantità di chilogrammi in cintura. In realtà non è così semplice, per avere la nostra giusta misura c’è sempre alle spalle l’esperienza e le prove personali.

Sappiate che non esiste un numero di pesi in particolare per ogni muta, perchè oltre allo spessore del neoprene c’è da conteggiare anche la massa del nostro corpo (o meglio il peso specifico), inoltre i piombi vanno scelti in base alla profondità operativa.

Dobbiamo prima di tutto scegliere il nostro stile di pesca, sapere a che profondità normalmente effettuiamo i nostri tuffi. Più abbiamo intenzione di scendere giù e meno piombo ci serve perchè man mano che aumenta la pressione si schiacciano le microbolle del neoprene (e tutte le cavità che contengono aria, polmoni compresi) quindi diventiamo sempre meno galleggianti, fino ad un certo punto che il processo si inverte e invece di avere una spinta verso la superficie diventiamo “negativi” e veniamo spinti verso il basso.

Le perdite di tempo

perdite di tempoCome perdo tempo io, non credo riesca nessun altro.
Per “perdite di tempo” intendo sia quei problemi e quelle lungaggini che ti fanno arrivare tardi a pesca, sia tutti quegli intoppi che ti rallentano o ti bloccano durante la battuta stessa. Da qui in avanti descriverò situazioni capitate al sottoscritto insieme a fatti accaduti a terzi di cui sono venuto a conoscenza. Eviterò di “perdere tempo” in inutili distinzioni.
Andiamo per ordine.
Da quando ho iniziato a pescare, soltanto una volta sono riuscito a entrare in acqua durante le prime fasi dell’aurora, quando ancora si fa fatica a vedere che succede sottacqua. I motivi sono tanti, ed ogni volta diversi, alcuni dei quali addirittura “eccentrici”.
Pur non soffrendo particolarmente la levataccia, a volte faccio fatica ad alzarmi immediatamente dopo il suono della sveglia… alle quattro del mattino! Già, perché pur avendo il mare vicino casa, sono sicuro che ogni volta dovrò imbattermi in questo o in quel problema, che come da titolo mi farà inevitabilmente perdere tempo. Di conseguenza regolo la sveglia per quell’ora.
Purtroppo la sveglia può capitare che non suoni, oppure che non la si senta suonare. O anche che la si spenga più o meno inconsapevolmente. A volte si preme per un numero di volte indefinito il pulsante “snooze”, giusto per raschiare qualche minuto in più di sonno, col risultato di alzarsi alle 7.15 (a giorno fatto, specie d’estate).
Tutti questi problemi però potrebbero avere un’origine diversa dal bisogno fisiologico di dormire. Nonostante tutti i buoni propositi, la sera prima della battuta di pesca difficilmente si riesce ad andare a letto ad un orario decente. Nel fine settimana infatti capita spesso di avere ospiti a cena, con tutto quello che ne consegue (a seconda degli ospiti: impossibilità di schiodarsi dal divano prima dell’una e un quarto; coinvolgimento in grandi bevute d’alcool e/o grandi mangiate; visione di due o tre film in sequenza; bambini che ti mettono a soqquadro casa…). Oppure tu stesso sei invitato a cena fuori, e non è cortese rifiutare/andarsene presto.
Mettiamo che nonostante tutto – postumi di sbornia smaltiti (ok, siamo sullo scherzo, ma meglio non bere se si deve andare a pesca, mi raccomando), ore piccole e cena digerite – riusciamo ad alzarci all’ora che effettivamente ci siamo prefissati. E’ il momento dei problemi post risveglio. Si fa colazione e subito si hanno problemi intestinali. Oppure: si da’ un’ultima controllata all’attrezzatura (cosa che colpevolmente non è stata fatta nei giorni precedenti) e ci si imbatte nei seguenti inconvenienti: il fucile pneumatico è misteriosamente scarico; la plancetta gonfiata la sera prima è sgonfia; l’orologio/profondimetro è fermo; non si trovano più le cavigliere/la maschera/il boccaglio/il coltello; ci si è dimenticati di rifare la punta all’asta, o l’impiombatura; salta fuori che la muta ha un buco, o uno strappo, che non si erano notati l’ultima volta; ecc.
Posto rimedio a tutto quello che si fa in tempo a sistemare a casa, si carica l’attrezzatura in macchina. A questo punto scoprite che vostra moglie l’ha lasciata in riserva fissa, oppure siete stati voi stessi, ma non fa differenza. Potreste avere una o più gomme a terra, o il motore che non parte, ma qui siamo alla sfiga pura.

Airbalete Omer Sub: modifica sganciasagola

sganciasagola airbaleteCome già detto su questo mio articolo (airbalete 80) e anche provato da Mytom (su airbalete 100), lo sganciasagola dell’airbalete potrebbe (il condizionale è d’obbligo) deviare il tiro in quanto la molla di ritorno automatico è abbastanza dura. Una soluzione semplice è ovviamente quella di rimuovere la molla da sotto il dente sganciasagola, unica pecca è che dopo lo sparo dobbiamo manualmente rimetterlo in posizione (basta un colpetto di pollice).

L’operazione è molto semplice, ingrandite l’immagine a fianco per vedere la posizione del perno, bisogna sfilare il perno dello sganciasagola (aiutatevi pure con un chiodino e un martello), estraete il pezzo d’acciaio lasciando cadere via la molla e infine potete rimontare sganciasagola e perno.

Per i maniaci dei lavori fatti bene consiglio di procurarsi prima delle rondelline molto sottili in modo da riposizionare lo sganciasagola all’altezza voluta ed evitare un po di movimento ballerino del dente interno, potrebbe infatti verificarsi un’apertura non voluta se teniamo la sagola troppo in tensione.

C4 Wahoo Brown '09

c4-wahoo-brownCiao a tutti i lettori del blog, questa volta tocca alle pinne C4 Wahoo. Inizio col dire come si presentano al primo “impatto” sulla terra ferma.

la prima cosa che salta all’occhio è certamente il design made in c4, in particolare si nota nelle suddette pinne la stretta parentela con le ben più blasonate e performanti mustang, dalla particolare scarpetta al flap.

La differenza principale risiede nel materiale utilizzato per le pale: carbonio per le mustang, e tecnopolimero (in pratica plastica) misto a vtr (fibra di vetro) per le wahoo, e questa differenza si ripercuote, oltre che sulle performance delle pale ovviamente, anche e soprattutto sul prezzo, sia chiaro però che le mustang sono pale ideate e pensate per la pesca su medio e alto fondale…

Ritorniamo alle wahoo: nella confezione troviamo le pale già montate sulle scarpette, il laccio elastico, e l’ago per passare quest’ultimo nei fori delle scarpette.

Modificare lo Sgancia Sagola dell’Airbalete

Per quale motivo è necessario modificare lo sgancia sagola dell’Omer Airbalete? per il semplice fatto che la Omer stessa ha consigliato tale modifica. E se lo dice la Omer c’è da fidarsi.
Il problema è questo: lo sgancia sagola dell’Airbalete, benché venga definito “svincolato” dal grilletto, in realtà non lo è. Quando si preme il grilletto lo sgancia sagola viene “spostato”  dal grilletto in posizione “aperta”.
Per far tornare lo sgancia sagola in  posizione “chiusa” è presente una molla. Proprio questa molla, evidentemente non troppo tenera, pare “tiri” le volute dell’impiombatura, con la conseguenza di deviare il tiro.
Nel video ho esemplificato le operazioni necessarie per estrarre la molla ed evitare gli inconvenienti di cui sopra. Si tratta di un’operazione piuttosto semplice, con l’unico inconveniente che in fase di armamento del fucile lo sganciasagola andrà riposizionato manualmente in posizione chiusa. Personalmente preferisco perdere mezzo secondo piuttosto che vedere l’asta cambiare traiettoria. Voi che ne dite?

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