Articoli in Tecniche di pesca subacquea

Letti per voi “Manuale di pesca in apnea” di Marco Bardi e “Pesca nel blu” di Riccardo A. Andreoli

letti per voi marco bardi riccardo andreoliMal di gola, tosse, febbre e gastrointerite. I cambi di stagione obbligano molti apneisti ad un riposo forzato, che diventa una vera e propria tortura perché ci si deve rassegnare a sacrificare le uscite tattiche pianificate da settimane! Costretti a letto potete solo visionare qualche video-cattura del vostro repertorio, oppure i canali degli amici che invece riescono a organizzare qualche uscita. Per evitare di rimetterci ulteriormente in salute, soprattutto quando vi accorgete che il pescione che state vedendo è stato preso da qualcun altro nello spot che avevate scelto, potete anche optare per la lettura di un buon libro.

Uscire a pesca prima di andare a lavoro

Abito a meno di dieci chilometri dal mare, e lavoro in ufficio che dista dai moli del porto poche decine di metri. Per arrivare alla scogliera più vicina, quella della foto a sinistra, devo fare meno di un chilometro. In pratica mi trovo in una situazione logistica per cui la maggior parte dei pescatori subacquei proverebbero una sana invidia.

Tuttavia i miei ritmi familiari e lavorativi non mi consentono più di tre o quattro uscite mensili, e in inverno anche meno, che tra l’altro raramente si protraggono per più di tre ore. In queste condizioni ho sempre avuto la tentazione di ricavare qualche altra ora da dedicare alla pesca in quel breve lasso di tempo che intercorre tra l’aurora e l’entrata in ufficio, alle nove in punto. Bene, quest’anno ho messo la pigrizia da parte e mi sono organizzato per tentare l’esperimento.

Se un fucile soltanto non basta

Al pescatore di una volta bastavano un Medisten, un retino alla vita, maschera, boccaglio, pinne e coltello. E quando la passione era tanta e i problemi economici minimi, una bella muta con cerniera e una cintura di piombi. Un paio di ore a controllare le solite tane e la cena era assicurata… spesso anche il pranzo e qualcosa da mettere in freezer.
E per assicurarsi un certo numero di catture non bisognava essere dei campioni, bastava entrare in acqua armati e passarci un paio d’ore.

I pescatori che riescono a fare carnieri abbondanti con regolarità ci sono anche oggi, ma sono generalmente molto bravi, hanno buoni tempi d’apnea, riescono ad andare in acqua con una certa costanza, e spesso si spostano in gommone alla ricerca dei posti migliori.

Video Pesca Sub: a scuola su youtube!

Internet grazie ai portali video (youtube, vimeo, ecc) ha messo a disposizione di tutti una vera e propria banca dati, in costante aggiornamento e ricca di tutti i video necessari a fare “scuola” nel nostro bellissimo sport. Basta effettuare semplici ricerche e possiamo trovare alcuni video ricchi di consigli utili e ad alto contenuto didattico.

Esperienze di pesca: l’Orata

orataPurtroppo non mi è ancora capitato di pescare l’orata di cui potersi vantare, quella da tre o quattro chili. Tuttavia qualche centro l’ho fatto, e in base a queste catture ritengo di poter fare una mia personale disamina di quali sono le tecniche migliori per poter catturare questo bellissimo e buonissimo sparide. Ci tengo a precisare che tutto quello che scriverò è dettato da mie esperienze personali, e non dalla lettura di articoli sulle riviste e nei siti di pesca, o da racconti di altri pescatori.
Tenendo fede a quanto appena detto, non farò il solito copia/incolla per illustrare la morfologia dell’orata. A coloro fossero interessati ad approfondire questo aspetto consiglio una rapida ricerca in rete. In questo link la voce dedicata all’orata su Wikipedia.
Tutte le mie catture sono avvenute nel bassofondo, entro gli otto metri, e tutte nei mesi che vanno da maggio a dicembre. Dopodiché l’orata sembra sparire, salvo qualche rarissimo avvistamento. Mi è capitato di vedere sfrecciare in un metro d’acqua un’orata da qualche chilo in pieno gennaio. Oppure, nello stesso periodo, adagiata immobile in una distesa di sabbia, a sei metri di profondità. Ma si tratta di avvistamenti rari.
Molto più facile avvistare e catturare l’orata da maggio in poi, con punte massime tra agosto e novembre. La maggior parte degli avvistamenti avvengono su fondale roccioso, entro i dieci metri, all’interno di calette o negli spacchi tra gli scogli, in buche più o meno profonde o in cima alle guglie o alle creste, mentre è intenta a rosicchiare denti di cane o altri piccoli molluschi bivalve. In corrispondenza degli sbocchi d’acqua dolce è frequente la presenza di numerosi esemplari di piccole dimensioni. Continua…

Fabio: Scooter e gommoncino, una valida alternativa al gommone

Articolo di Fabio Mura

gommoncinoUno dei problemi delle zone dove io pesco è che poter raggiungere in gommone determinate zone di pesca devo fare anche 15 miglia di navigazione dallo scivolo più vicino, in alternativa posso anche  arrivarci tranquillamente davanti in macchina e poi raggiungere i posti con l’aquascooter,  però queste zone sono comunque a largo e andare li con uno scooter e boetta non è il massimo, anche perche, oltre all’apprensione dovuta al fatto che una boa in mezzo al mare è di sicuro inaspettata dai naviganti,  è necessario avere appresso un po’ di tutto. Gia qualche anno fa si vedevano in giro plancette autocostruite e anche le prime di serie, tutte molto belle ma non adatte alla mia idea, che era quella di portarmi appresso tre fucili, il gps, l’igloo, e altro. Un giorno di agosto, zona Palau, decisi di sera di andare a visitare a nuoto un posto, semi sicuro dalle eliche, ma per non sbagliare, visto che portavo appresso un amico a fare da spettatore organizzammo una canoa della sevylor a 2 posti  con issata la bandierona sub e con il compito dell’amico al trascinarla appresso con qualche metro di sagola, dentro ci buttai il 110 e via, la canoa scivolava a meraviglia e come boa era più che vistosa, dopo un paio d’ore, l’amico non stava bene e lo feci salire in canoa, tirandomelo dietro al rientro, e notai che la canoa era molto leggera da tirare pur  con un carico di 80 chili… Finite le vacanze, pensavo a questa situazione ed al fatto che avrei potuto utilizzare una canoa non grande al posto della boa. Iniziai a spulciare  il sito della sevylor per vedere le canoe monoposto che potevano fare al caso,  fino a quando non mi imbattei nella plancetta dei sogni, in pratica un gommone di 119 x 70 cm per la tenuta di 75 chili, rapida ricerca on line e la ordino. Dopo qualche uscita iniziai  a delineare meglio come allestire l’attrezzo.
Considerato che si tratta di  un piccolo gommone acquisto un ancorotto ad ombrello inox di 700 gr, lo corredo di un metro di catena inox molto piccola e poi sagolone  avvolto in avvolgisagola,  questo perchè con maretta non va bene la sagola con un classico chilo di piombo, si consuma sfregando le rocce e ara sulla poseidonia, invece cosi sono a posto.
Ci aggiungo qualche anello in plastica  con fermo elastico, si possono così portare tutti i fucili che ci servono, qualche moschettone e via in mare con lo scooter così atrezzato: Continua…

Il “richiamo” – di Sommozziello

Articolo di Aldo Fossataro

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