Articoli in Vestizione Muta

La pesca in apnea con la muta in liscio-spaccato

Non sono di certo una novità, esistono in commercio svariati modelli da anni, eppure la maggior parte dei subacquei che frequentano il sottocosta fanno smorfie quando qualcuno gli propone l’acquisto della muta con esterno liscio. Nei forum spesse volte leggiamo di gente che durante la vestizione rompe letteralmente la muta, o leggiamo anche molti altri pareri discordanti. Leggende subacquee? Verità assolute? Analizziamo un po’ pregi e difetti della muta in liscio esterno.

Alcune “ricette” per indossare la muta

prodotti per la vestizione delle muteL’ispirazione per questo articolo mi è venuta a seguito di un piccolo problema nel quale mi sono imbattuto dopo l’ultima uscita, e che illustrerò più avanti.
Ho sempre utilizzato mute in spaccato/foderato. Comode, calde, resistenti, ma con lo spiacevole difetto di non poter essere indossate “all’asciutto”. Le mute in spaccato interno infatti si incollano letteralmente alla pelle, rendendo impossibile la vestizione.
Numerose sono le “ricette” adottate dai pescatori atte ad agevolare  lo scivolamento del neoprene. Nessuna di queste purtroppo è, a mio modo di vedere, esente da difetti. Vediamole di seguito.

La saponata.
È sicuramente il sistema preferito dalla maggior parte dei pescatori. Normalmente si prende una comune bottiglia di plastica da due litri, la si riempe di acqua calda e si aggiunge un po’ di sapone. Nessuno però ci impedisce di abbondare. Io ad esempio uso uno o due bidoncini da quattro litri, conservati dentro una borsa frigo per il mare, la stessa che uso dopo per riporre il pescato (i ghiaccioli li metto in una borsa piccola per lattine). Con tale quantità di acqua è facile farsi una sorta di doccia dopo la pescata, utile soprattuto d’estate se si rimane in spiaggia, o ancora meglio d’inverno: in questo caso potersi versare acqua calda dentro la muta subito dopo la pescata è una vera e propria goduria (i più megalomani si sono attrezzati con una doccetta da campeggio da collegare all’accendi sigari).

Prova: Seatec Subskin Gel 200

Seatec Subskin Gel 200Il problema è sempre quello: la vestizione e la svestizione invernale della muta.
Di solito, durante la stagione fredda, indosso la muta a casa, così da non dover soffrire il freddo del primo mattino. All’uscita dall’acqua, a seconda delle condizioni meteo, decido se spogliarmi subito e indossare la tuta in pile che mi sono portato dietro, oppure indossare sopra la muta una giacca e un pantalone impermeabile, per non bagnare il sedile della macchina, e spogliarmi a casa.
Per quanto riguarda la vestizione ho sempre utilizzato una miscela di acqua calda e sapone ultra delicato per bambini, tranne per un certo periodo in cui utilizzavo l’Olio Johnson puro oppure diluito in acqua. L’Olio Johnson era quasi perfetto: permetteva una vestizione comoda, lasciava la pelle morbida, migliorava il potere termico della muta ed era totalmente anallergico. Purtroppo dopo un certo periodo di utilizzo ha saturato le cellule aperte della muta in spaccato interno, fino a farla puzzare tremendamente.
La saponata invece, benché permettesse una vestizione comoda, a volte mi creava dei piccoli sfoghi allergici e soprattutto “raffreddava” la muta nel tragitto da casa al mare. Così mi sono deciso a provare il Gel Subskin Seatec, prodotto specifico per la vestizione della muta.
Devo dire che, utilizzato in abbondanza all’interno della muta, la vestizione è davvero comoda e veloce. Ho spalmato un po’ di gel nelle braccia e nel collo per agevolare la manovra e in questo modo ho indossato la mia giacca seac da 7 mm. in pochi secondi e senza difficoltà. Nel tragitto da casa al mare non ho provato freddo o altri fastidi, la svestizione è stata semplice e, a quanto pare, i cattivi odori sono stati contenuti.
Sembrerebbe il prodotto perfetto, ma ha alcuni difetti. Prima di tutto bisogna abbondare. Ho provato ad indossare i pantaloni della muta mettendo poco prodotto, ma ho dovuto ripetere la manovra. Per un lavoro ben fatto bisognerebbe rovesciare la muta e spalmare il prodotto uniformemente, ma così diventa troppo complicato.
Altro difetto: non va d’accordo con i peli, problema che affligge particolarmente noi sardi (ed io non sono neanche così messo male). Ho l’impressione che su una persona completamente depilata funzionerebbe a meraviglia, ma non è il mio caso.
Ultimo difetto, il più importante, riguarda il prezzo. Io ho pagato 7,5 € la confezione da 200 ml, che non è una grande cifra, ma se si considera che ho dovuto utilizzare più di mezza confezione per indossare la mia muta si capisce che la cosa non è tanto conveniente. Ora che ho capito quali sono le dosi giuste, credo,  per la prossima voltadovrei riuscire ad utilizzarne un po’ meno. Sarebbe stata tuttavia opportuna una confezione da mezzo litro, a un prezzo più conveniente.