Articoli in Tecnica

Uscire a pesca prima di andare a lavoro

Abito a meno di dieci chilometri dal mare, e lavoro in ufficio che dista dai moli del porto poche decine di metri. Per arrivare alla scogliera più vicina, quella della foto a sinistra, devo fare meno di un chilometro. In pratica mi trovo in una situazione logistica per cui la maggior parte dei pescatori subacquei proverebbero una sana invidia.

Tuttavia i miei ritmi familiari e lavorativi non mi consentono più di tre o quattro uscite mensili, e in inverno anche meno, che tra l’altro raramente si protraggono per più di tre ore. In queste condizioni ho sempre avuto la tentazione di ricavare qualche altra ora da dedicare alla pesca in quel breve lasso di tempo che intercorre tra l’aurora e l’entrata in ufficio, alle nove in punto. Bene, quest’anno ho messo la pigrizia da parte e mi sono organizzato per tentare l’esperimento.

L’istinto del predatore: arma vincente!

In questo articolo vorrei parlare brevemente dell’istinto di pesca, caratteristica che accomuna tutti i più esperti pescatori.  Spesso si leggono espressioni che possono sembrare delle leggende come “vivere il mare”, “fiuto del pesce”, “istinto predatorio”, “pelle di squalo”… Cercherò di illustrare cosa sono in concreto queste abilità e come si possono coltivare ed affinare.

Tutti noi in acqua, in ogni istante siamo partecipi di milioni di situazioni intorno a noi e le viviamo, ma non ne teniamo completamente conto, a meno che non ci sia un particolare che non avevamo previsto o qualcosa che siamo preparati a vedere.  Non potremmo mai considerare tutto e ricordarcelo o addirittura decifrarlo perché la nostra mente si riempirebbe di tanti ragionamenti inutili e non riusciremmo più a pescare. La confusione dei neofiti deriva da questo tentativo di analizzare troppo, anche i dettagli insignificanti per  tentare di aumentare le loro abilità. Per forza di cose nella pesca subacquea dobbiamo operare scelte, e le scelte corrette e spontanee, che chiamiamo ‘ istinto di pesca’,  non  sono mai identiche alle percezioni, perché la mente dell’esperto le semplifica.

Le componenti della pesca sub

Vorrei spiegare in questo semplice articolo perchè alcuni pescatori tornano a casa sempre con il pesce e altri invece no, oppure perchè questo risultato sia così altalenante per quasi tutti i pescatori. Cominciamo a definire quali sono i fattori più importanti che costituiscono la buona riuscita di una giornata di pesca, poi vediamo singolarmente come sia possibile migliorare ogni aspetto per tornare finalmente a casa e far vedere ai nostri cari una gran bella pescata.

Secondo me i punti principali sono quattro: la forma fisica, l’esperienza, l’attrezzatura e la fortuna.

La combinazione di queste quattro componenti sarà determinante per la quantità e qualità del nostro pescato. Inoltre la grandezza di uno di questi fattori normalmente rende meno necessari gli altri.

L’esperienza

Inteso non solo come fattore temporale ma soprattutto di tecnica e “bravura”. Questo fra tutti e il fattore più importante, che colma tutte le altre lacune fino al 90% del successo della pescata.

Il variatore di potenza nei fucili pneumatici

Variatore di potenza Sten 11
Il variatore di potenza nei fucili pneumatici agisce mediante l’isolamento del serbatoio dal sistema canna/impugnatura. In questo modo la “molla d’aria” che si viene a creare esaurisce molto più velocemente l’energia accumulata, col risultato che il pistone va ad impattare sulla boccola ad una velocità notevolmente inferiore. Tramite l’azionamento del variatore di potenza è pertanto possibile effettuare dei tiri ad una potenza che è grossomodo del 50/60% inferiore rispetto a quella massima del fucile.

Guida base alla pesca subacquea

L’articolo è rivolto a chi vuole cominciare questa affascinante disciplina, cito solo i punti salienti delle tecniche, attrezzature e delle regole di base per la pesca in apnea. Per descrivere e spiegare tutti i dettagli di ogni argomento bisognerebbe scrivere un libro intero, quindi mi limito a definire i concetti principali con la speranza che poi ogni lettore approfondisca per conto suo ogni tema trattato.

Usabilità e ottimizzazione dei fucili subacquei

Dopo decine di messaggi sui settaggi del proprio fucile mi sono deciso a scrivere questo articolo teorico con l’intento di far comprendere l’importanza di allestimenti e modifiche che vanno realizzate su misura dell’utilizzatore.

Cominciamo con il ribadire il solito concetto che il pesce si pesca con il perfezionamento della tecnica e non dell’arma, i pescatori più esperti infatti sono capaci di uscire con il carniere pieno anche con il peggiore dei fucili in commercio, tenete sempre presente che in alcuni paesi del mondo la pesca subacquea si svolge con successo dotati esclusivamente di una semplice fiocina manuale, o altri strumenti che a noi italiani potrebbero sembrare bizzarri e inutilizzabili.

Tecnica: l’agguato in superficie

L’agguato in superficie è sicuramente la tecnica più usata nella pesca subacquea, è relativamente semplice, quasi priva di rischi o fatiche, potenzialmente buona per tutto il pesce del bassofondo e che con un pizzico di fortuna e tanta pratica può regalare anche delle prede importanti. Tutti i pescasub principianti partono con l’agguato in superficie, ma anche i pescatori più esperti fra un aspetto e l’altro si concedono una sessione di riposo in superficie, muovendosi silenziosi e guardinghi nel bassofondo.

Anche se a prima vista può sembrare sempliciotta anche questa tecnica ha le sue regole e particolarità, che se non seguite con metodo e intuito non vedrete alcun pinnuto da catturare, o nella migliore delle ipotesi vedrete solo delle ombre schizzare via veloci senza la possibilità di puntare tempestivamente.

Fabio: Scooter e gommoncino, una valida alternativa al gommone

Articolo di Fabio Mura

gommoncinoUno dei problemi delle zone dove io pesco è che poter raggiungere in gommone determinate zone di pesca devo fare anche 15 miglia di navigazione dallo scivolo più vicino, in alternativa posso anche  arrivarci tranquillamente davanti in macchina e poi raggiungere i posti con l’aquascooter,  però queste zone sono comunque a largo e andare li con uno scooter e boetta non è il massimo, anche perche, oltre all’apprensione dovuta al fatto che una boa in mezzo al mare è di sicuro inaspettata dai naviganti,  è necessario avere appresso un po’ di tutto. Gia qualche anno fa si vedevano in giro plancette autocostruite e anche le prime di serie, tutte molto belle ma non adatte alla mia idea, che era quella di portarmi appresso tre fucili, il gps, l’igloo, e altro. Un giorno di agosto, zona Palau, decisi di sera di andare a visitare a nuoto un posto, semi sicuro dalle eliche, ma per non sbagliare, visto che portavo appresso un amico a fare da spettatore organizzammo una canoa della sevylor a 2 posti  con issata la bandierona sub e con il compito dell’amico al trascinarla appresso con qualche metro di sagola, dentro ci buttai il 110 e via, la canoa scivolava a meraviglia e come boa era più che vistosa, dopo un paio d’ore, l’amico non stava bene e lo feci salire in canoa, tirandomelo dietro al rientro, e notai che la canoa era molto leggera da tirare pur  con un carico di 80 chili… Finite le vacanze, pensavo a questa situazione ed al fatto che avrei potuto utilizzare una canoa non grande al posto della boa. Iniziai a spulciare  il sito della sevylor per vedere le canoe monoposto che potevano fare al caso,  fino a quando non mi imbattei nella plancetta dei sogni, in pratica un gommone di 119 x 70 cm per la tenuta di 75 chili, rapida ricerca on line e la ordino. Dopo qualche uscita iniziai  a delineare meglio come allestire l’attrezzo.
Considerato che si tratta di  un piccolo gommone acquisto un ancorotto ad ombrello inox di 700 gr, lo corredo di un metro di catena inox molto piccola e poi sagolone  avvolto in avvolgisagola,  questo perchè con maretta non va bene la sagola con un classico chilo di piombo, si consuma sfregando le rocce e ara sulla poseidonia, invece cosi sono a posto.
Ci aggiungo qualche anello in plastica  con fermo elastico, si possono così portare tutti i fucili che ci servono, qualche moschettone e via in mare con lo scooter così atrezzato: Continua…

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