L’evoluzione degli accessori per la pesca sub non ha limiti. Di recente molti pescasub hanno scelto di allestire la boa con una sagola elastica. Pertanto anche Salvimar, sempre attenta ad ogni esigenza, ha messo in commercio una sua proposta: la Bungeetech.
Nel campo della lavorazione dei metalli, che si tratti di acciaio, allumino o titanio, Sigal Sub ha raggiunto livelli di eccellenza assoluta, dimostrando di saper industrializzare prodotti di qualità superiore. Non fa eccezione la nuova serie di staffe per videocamera di recente commercializzazione.
Ho ricevuto in prova il modello per fucile pneumatico, che ho subito montato insieme alla GoPro Hero 3 Silver. Le staffe Sigal Sub hanno la particolarità di essere composte da due parti distinte: la slitta in acciaio inox aisi 304, che andrà collocata nel fucile – disponibile in diversi modelli adatti a un buon numero di fucili, in versione destra e sinistra -, e il supporto mobile dove viene collocata la videocamera.
Un prodotto quasi mai trattato nei siti e nelle riviste di settore e che viene spesso sottovalutato da noi pescatori riguarda le scarpette delle pinne. Da molti viene considerato un argomento marginale, oppure viene semplicemente bollato con la considerazione che la miglior scarpetta è “la scarpetta che si adatta meglio al proprio piede”; ma in realtà si tratta di un argomento molto più degno di nota. Cambiare la scarpetta di una pinna significa cambiare il comportamento della pala in acqua. Si può quindi personalizzare la pinneggiata in base a quelle che sono le proprie esigenze. Noi “pescatori del futuro” che modifichiamo ormai tutto per adattarlo alle nostre esigenze, non possiamo lasciarci sfuggire l’importanza della personalizzazione del nostro organo propulsivo, il cui uso è determinante per l’apnea e la sicurezza.
La “teoria” della scarpetta personalizzata, come detto prima, si presta a molte considerazioni puramente soggettive che dipendono dalla calzata del piede e dalle sensazioni che essa ci trasmette delle pale. Ci sono, però, alcuni elementi puramente oggettivi che richiedono importanti valutazioni se desideriamo ritoccare i parametri delle pale. Non tutti ovviamente ricerchiamo la resa massima, ma conoscere ogni modello di scarpetta che il mercato ci offre ed i fattori che sono determinanti per ogni tipo di comportamento della pala, è necessario per cimentarsi in questo tipo di personalizzazione.

Siamo a caccia e, senza preavviso, la fortuna ci porta a tiro una bella ricciola. Cosa facciamo se il nostro fucile non ha il mulinello? Ben poco, infatti è vivamente consigliato averne uno per ogni evenienza, anche perché è quasi impossibile concludere con successo la cattura di un pesce di mole senza questo fondamentale accessorio. Inoltre, a seconda dei casi, è bene che il mulinello che sia robusto, scorrevole e di rapido azionamento.
LG Sub, ormai celebre per i suoi fucili pneumatici e relativi componenti, presenta da sempre in catalogo una nutrita serie di mulinelli, utilizzabili in una vasta gamma di fucili. Tutti i modelli LGTWIST si distinguono per la qualità costruttiva ed l’efficienza d’utilizzo. Ora ho l’opportunità di poterli vedere da vicino.
Da qualche tempo le Action Cameras sono entrate a far parte delle dotazioni standard del pescatore subacqueo, tanto che sempre più di frequente è possibile trovarle in vendita presso i normali negozi di pesca.
Fino a qualche anno fa per la realizzazione dei propri video ci si affidava a normali macchine fotografiche digitali, dotate di ingombranti scafandri – da bilanciare e camuffare in qualche modo -, o a vere e proprie videocamere, a loro volta infilate in pesanti cilindri di policarbonato. I costi erano abbastanza alti, col risultato che pochi appassionati riuscivano a permettersi e soprattutto a gestire tale attrezzatura, e non sempre i video pubblicati nei portali di video sharing, o condivisi con gli amici nella televisione del proprio salotto, erano di qualità sufficiente.
La GoPro, grazie alle sue Actioncam piccole, economiche e di qualità, ha permesso di ampliare enormemente l’esercito dei pescatori video muniti, contribuendo a far diventare quella che era una passione pochi un vero e proprio fenomeno di massa.
Non sono uno che cambia spesso la propria maschera subacquea. Generalmente appena ne trovo una che riesca a soddisfarmi la uso per almeno un anno, e devo dire che non ho avuto fino ad ora particolari problemi. Fortunatamente mi vanno quasi tutte bene. Ciononostante la maschera perfetta non l’ho ancora trovata. Ognuna presenta le proprie peculiarità, i propri punti di forza e, aimè, alcuni difetti.
A parte questo, l’ultima volta che ho utilizzato una maschera mono lente ero ancora ragazzino, verso la fine degli anni ottanta, primi anni novanta, con la mitica Pinocchio della Cressi, tutt’ora in produzione. Siccome la maggior parte delle mie uscite si svolgono su bassofondo, e di conseguenza non mi è particolarmente indispensabile compensare lo schiacciamento della maschera durante le discese, ho deciso di provare un mono lente con l’obiettivo di massimizzare il campo visivo.
Dopo un secolo di utilizzo del neoprene, dove la tecnologia ci ha fatto assistere ad una continua evoluzione e a un miglioramento costante della qualità, eccoci di fronte a una importante novità sul piano “sartoriale”. Salvimar introduce sul mercato il suo sistema di incollaggio privo di cuciture, chiamato “HT Weld System”.
In pratica sulla linea dell’incollaggio non si effettua la cucitura ma bensì viene utilizzata una fettuccina di tessuto incollata a caldo, che rende la giuzione molto resistente oltrché stagna, per via del fatto che grazie a questo sistema il neoprene non viene forato. In mancanza della cucitura il capo diventa ovviamente più comodo e confortevole, anche alle basse temperature.
Questa tecnica è stata applicata su tutti i prodotti in neoprene della Salvimar: guanti, calzari e mute. Quese ultime non le ho ancora provate, ma le immagino morbidissime e comode. Ho acquistato tuttavia un paio di guanti da 3mm, oggetto di questa mia prova.
Ormai da qualche uscita sono entrato anch’io a far parte della categoria dei pescasub “videocamera-dotati”. Purtroppo mi rendo contro di esserci arrivato un po’ tardi, vista la soddisfazione che si prova nel poter rivedere e mostrare ad amici e familiari le proprie “imprese” venatorie.
Lo strumento da me utilizzato, già oggetto di qualche articolo nel blog e nel forum, è la cam GoPro HD Hero, dotata di lente piatta specifica per le riprese subacquee.
Durante le prime uscite ho collegato la cam al fucile con dei sistemi artigianali, che si sono dimostrati subito deficitari, per quanto funzionali ed economici. La prima staffa, realizzata partendo da un tubetto di plastica rigido, ha funzionato per un’uscita soltanto, per poi spezzarsi.