Articoli in fai da te

La Doccia Portatile

doccia portatile elettrica a batterie

Clicca Qui per andare all’aggiornamento del 27.02.2016

Eccomi di nuovo sul blog per recensire qualcosa di interessante.

Stavolta, il tema della recensione sarà un prodotto che solitamente non rientra esattamente nel “bagagliaio” del pescatore in apnea, ma visto che sono prodotti che ho trovato di un utilità estrema, specie nel periodo invernale, ho deciso di buttare giù queste quattro righe a riguardo: sto parlando delle docce portatili.

I prodotti in questione da me usati sono tre:

  • Doccia elettrica portatile a 12 Volt
  • Doccia portatile manuale 7 lt
  • Doccia portatile manuale 8 lt
  • AGGIORNAMENTO: Doccia portatile manuale COIBENTATA

Partiamo subito parlando un po’ della Purlo, mostrata nell’immagine di apertura.

Adesivo mimetico per scafandro Midland XTC 100, 200, 280

MDXTC300M_800L’idea di dover impiegare una mano di colore per modellismo o una passata di bomboletta spray per mimetizzare la superficie molto lucida e riflettente del contenitore stagno Midland mi ha reso nervoso, poiché non riuscendo ad immaginarne il risultato finale rimane il punto interrogativo sulla buona riuscita dell”operazione. L’obiettivo infatti è quello di ottenere una finitura elegante anche per l’occhio umano, non solo per la spigola di turno!

Dopo aver acquistato al brico center dell’adesivo mimetico per mimetizzare il fusto dei miei fucili, delle tonalità dei fondali che frequento maggiormente, ho avuto l’illuminazione ed ho pensato di realizzare un foglio di adesivo da applicare sulla videocamera.

Più facile a dirsi che a farsi, e per evitare di dover fare mille ritagli, prove ed errori ho pensato innanzitutto di creare uno stampo su un foglio bianco, ricalcando le parti dello scafandro, per poter eseguire i ritagli ed i ritocchi direttamente sulla parte che può essere riutilizzata all’infinito. una volta terminato lo stampo ho provato a sovrapporlo alla videocamera per vedere se riusciva ad “abbracciarla” senza sbavature e… funziona!

Video: fissare il mulinello con la guaina termoretraibile

Una delle cose che invidio degli arbalete è la possibilità di montare un buon numero di mulinelli già predisposti per altrettanti attacchi standard, che hanno il pregio di armonizzarsi esteticamente e funzionalmente il fucile.

Nei pneumatici, Airbalete a parte, il mulinello va sempre montato tramite l’utilizzo di fascette o di anelli in plastica più o meno spessi. Tutti questi sistemi presentano l’inconveniente, per me abbastanza antipatico, di “sporcare” la linea di mira. Le fascette in plastica infatti, per garantire un minimo di sicurezza, devono avere uno spessore, compreso tra 1,5 e 2 mm.: decisamente eccessivo per chi come me ha l’abitudine di allineare le tacche dell’impugnatura con il mirino in testata. Si potrebbero utilizzare le fascette in acciaio, ben più sottili, se non fosse che contribuiscono ad appesantire il fucile. Per gli anelli in plastica vale lo stesso discorso delle fascette: sono sempre troppo spessi.

L’ibridazione dei fucili pneumatici

ibrido mares mamba x-power

Il fucile pneumatico, si sa, è un arma imperfetta. Per troppi anni le industrie operanti nell’ambito della pesca subacquea hanno lavorato in un mercato che ha dovuto fare i conti con il sempre maggior successo dei fucili arbalete. Il risultato è stato la riduzione o la cancellazione degli investimenti nello sviluppo dell’arma pneumatica, se non addirittura la totale chiusura delle linee produttive.

Diversa la situazione fino agli anni ottanta del secolo scorso. Fucili pneumatici standard, cloni dei mitici Sten di Mares, venivano affiancati da idropneumatici, da pneumatici con caricamento frazionato, da sistemi di sgancio basati su valvole di non ritorno o sfere posizionate in testata; intercambiabilità dei serbatoi e canne di diversa lunghezza mantenendo la stessa impugnatura, che in alcuni casi poteva essere posizionata liberamente lungo il serbatoio; pneumatici collaudati per operare a 50 atmosfere (mi chiedo come facessero a caricarli); fucili col caricamento facilitato dalla presenza di una canna di precarica.

Mimetizzazione delle pinne GFT Bassofondo

Pinne GFT Bassofondo Soft MimetizzateDa strenuo sostenitore del mimetismo nella pesca in apnea mi sono ritrovato a pescare per un anno intero con le mie pinne in carbonio GFT Bassofondo Soft così come concepite dall’azienda produttrice: bellissime, reattive, pratiche ma… rigorosamente nere e con la trama di carbonio in bella evidenza.
Leggendo qua e la tra i forum di pesca subacquea avevo registrato pareri contrastanti riguardo all’ipotesi che l’applicazione di qualche tipo di trattamento mimetico avrebbe potuto incidere sul rendimento delle pale in composito. Secondo alcuni il degrado di prestazioni non sarebbe stato avvertibile, secondo altri poteva dipendere dal tipo di vernice o smalto applicato.

Prova Sten 130 sottovuoto

Ricevo e pubblico volentieri un nuovo articolo dell’amico Fabio Mura, bravo pescatore sassarese e già autore di altri interessanti contributi.

 

Mares Sten 130L’anno scorso, rovistando nelle rimanenze di magazzino di un negozio alla ricerca di una ventosa Mares e di un coltellino Scarpati mi sono imbattuto nella canna di uno Sten 130 nuova fiammante. Fattala mia ho iniziato a cercare tutti gli altri pezzi per preparare un 130 dotato di un sistema sottovuoto per la stagione 2011. Ho optato anche stavolta per un kit STC (sarebbe il mio terzo) per aste con codolo, preferendolo a quelli dedicati ad asta nuda (preferisco avere lo scorrisagola) . Mese per mese ho investito nei vari pezzi per comporre il fucile: kit STC, manico mares nuovo modello per canna da 13, ogiva vecchia mares, serbatoio di uno sten 130 nuovo trovato in magazzino da un altro negoziante (tutti negozianti con almeno 30 anni di attività).  Ho proseguito poi con la preparazione e la chiusura del “mostro”.

Il fucile pneumatico ideale – seconda parte – Personalizzazioni e modifiche

Fucile Pneumatico pesantemente modificato
Un utilizzatore evoluto di fucili pneumatici difficilmente lascerà la propria arma originale, senza cioè tutte quelle modifiche utili per aumentarne le prestazioni e migliorarne la gestione. Il problema dei fucili pneumatici attualmente in commercio consiste infatti in una concezione tecnica risalente ormai a quasi mezzo secolo fa, e salvo rare eccezioni il funzionamento è sempre lo stesso. Addirittura, le parti interne di alcuni fucili pneumatici di marche diverse sono assolutamente identiche, tanto risultare pressoché intercambiabili.
La pesca tuttavia è cambiata. I fucili pneumatici erano perfetti, e lo sono ancora, per la pesca in tana: non serve la precisione e non ci si cura dell’assetto. Per i pescioni un fucile pneumatico strapompato non necessità di grandi modifiche. Anche in questo caso la precisione non è indispensabile e l’assetto si può correggere con un galleggiante. Dove invece il fucile pneumatico “standard” fa sentire il peso dei suoi anni è nelle tecniche che oggi possiamo considerare più in voga: agguato, aspetto e razzolo. Sono tecniche utilizzate per la pesca di pesci quasi mai di dimensioni esagerate, essenzialmente sarghi, corvine, orate. Oppure di pesci dalle buone dimensioni ma particolarmente difficili da far avvicinare, come i dentici.

Uno sgancia sagola per il Mirage

sgancia sagola mirage
Quello che vedete in foto è lo sgancia sagola che ho montato nel mio Mares Mirage 84.
Il Mirage non ha uno sgancia sagola di serie (chissà per quale motivo), pertanto quasi tutti i possessori di questo fucile si adattano a trattenere le volute dell’impiombatura tramite l’ausilio di un elastico o grazie a una piattina di acciaio modellata a “coccodrillo”. Si tratta di soluzioni che a me non piacciono, principalmente per via del fatto che la trattenuta del filo non è dinamica e, secondariamente, perché sistemare l’impiombatura con questi sistemi non è propriamente comodo.
Ho adattato pertanto alla bisogna lo sgancia sagola di uno spark, fissato nell’impugnatura del Mirage tramite una vite di acciaio autofilettante. Prima di inserire la vite ho fatto un piccolo foro nell’impugnatura con il dremmel, dopo di chè ho riempito il foro con una tenace resina bicomponente (metallo liquido), al fine di consolidarne la tenuta.
Ovviamente la vite andrà avvitata fino a un certo punto, evitando di stringere lo sgancia sagola, che deve poter ruotare senza attrito. Ho poi collocato una seconda vite che fa da battuta allo sgancia sagola ed evita la rotazione completa dello stesso. In tal modo lo sgancia sagola torna in posizione automaticamente. Se non avessi adottato questo accorgimento, lo sgancia sagola avrebbe ruotato completamente, ed un suo riposizionamento a fucile carico avrebbe richiesto l’azionamento del grilletto con relativa espulsione dell’asta. Nella vite di battuta ho infilato il segmento di un todino di alluminio, tanto per rendere la cosa esteticamente accettabile.
Per poter azionare lo sgancia sagola ho dovuto “allungare” il grilletto. In pratica ho tagliato un pezzo di grilletto di un fucile Seac, incollato sul grilletto Mirage e reso tutto omogeneo tramite uno stucco bicomponente del tipo “rifà tutto”. Ho successivamente rifinito il tutto con carta abrasiva fine.
Si è reso poi necessario scavare ulteriormente l’incavo dove sistemare il filo e, infine, modificare il segmento di contatto dello sgancia sagola con il grilletto. Purtroppo nell’effettuare quest’ultima operazione ho accentuato troppo la sagomatura, con  il risultato che applicando una trazione sufficientemente forte lo sgancia sagola riesce ad azionare il grilletto. Devo pertanto stare attento a non tendere troppo l’impiombatura, cosa peraltro che non si dovrebbe fare a prescindere.

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