Salvimar PredaThor 100

pesca sub

salvimar predathor 100PredaThor… Nome evocativo per il nuovo fucile pneumatico interamente Made in Italy prodotto da Salvimar. Si tratta senza ombra di dubbio di una novità importante, che per qualità, caratteristiche e prezzo è destinata a smuovere non poco il mercato delle armi per la caccia subacquea.
Questa volta la Salvimar ha deciso di ripartire quasi da zero, conservando il meglio di quanto sul Vintair/Vuoto Air, ottimo fucile di concezione “classica”, un vero e proprio best seller nella versione Vuoto, proponendo un fucile moderno, esteticamente accattivante e… ugualmente micidiale sulle prede dei nostri mari (e non solo). Iniziamo la nostra recensione partendo da ciò che viene immediatamente percepita come la novità principale introdotta nel PredaThor: l’Impugnatura.
Esteticamente simile a quelle degli arbalete, l’impugnatura del PredaThor è stampata in nylon addizionato vetro. Basta toccarla per percepire un’ottima solidità d’insieme. È caratterizzata dal un’elsa di dimensioni maggiorate, che non teme le mani dei pescatori nordici protette da guanti spessi. Il castello è di dimensioni contenute, mentre il calcio è abbastanza consistente, non troppo inclinato e dalla forma lievemente anatomica, con un incavo pronunciato nelle sella pollice indice. Rispetto alla mia mano, la distanza sella/grilletto è quella giusta, con il polpastrello dell’indice naturalmente posizionato sul grilletto.
Sull’elsa è collocato il mulinello di dimensioni generose, fornito insieme al fucile. Si tratta di un mulinello verticale caratterizzato da telaio, pomello e attacco metallico, anch’esso particolarmente robusto, e il resto dei componenti in Delrin. L’attacco si presta bene per la realizzazione artigianale di una staffa per cam., in modo da non dover ricorrere alle solite fascette che sporcano la linea di mira. Ottima infine la capienza, che supera i 50 metri per fili da 1,5 mm.
Degno di nota è lo sgancia sagola laterale, privo di molle e auto posizionate. Funziona in sinergia col grilletto ed è realizzato in plastica robusta. Costituito da un unico elemento imperniato centralmente in una spina metallica, all’azione del grilletto “ruota” in avanti liberando la sagola, senza subire la trazione di molle o altri sistemi di ritenuta. Una volta tornato in posizione di riposo il grilletto, lo sgancia sagola si posizionerà in modalità chiusa, pronto ad accogliere fino a quattro passate di monofilo da 1,20, o tre da 1,60. Personalmente, utilizzo fili di nylon robusti, da 1, max 1,20, che colloco in tre passate (equivalenti a circa sei metri di gittata sul 100) senza nessun problema.
Con questo tipo di sgancia sagola è bene sistemare le passate di filo prima di caricare l’asta. Anche se il sistema è auto posizionante (e durante le mie prove ha sempre funzionato a dovere), non si può escludere del tutto la possibilità che lo sgancia sagola possa tenere il grilletto azionato, e in tale evenienza il pistone non aggancerà correttamente il dente di ritegno, pregiudicando la manovra stessa. Va detto comunque che è sempre preferibile sistemare prima l’impiombatura, in tutti i fucili, in quanto in caso di partenza accidentale dell’asta, la sagola libera potrebbe creare qualche grattacapo (esperienza che ho vissuto con un vecchio fucile, e che per fortuna mi ha causato soltanto la lacerazione del guanto).
Particolare è anche l’inclinazione del castello (la parte superiore dell’impugnatura), che dovrebbe garantire una linea di mira particolarmente pulita e intuitiva lungo il serbatoio.
Il regolatore di potenza è lo stesso del Vuoto Air, di facile azionamento e collocato in posizione rialzata. In avanti l’otturatore libera i fori del variatore per la maggior potenza disponibile. Riguardo i fori, sono doppi e di superficie maggiore rispetto a quello singolo dei fucili standard. Chiudiamo con l’impugnatura parlando del caratteristico “tappo” in gomma verde che serve a proteggere la valvola, non più vincolato con viti o filettature, ma inserito a incastro. Il tappo è asportabile utilizzando l’apposito attrezzo che viene fornito insieme al fucile, ma alle brutte si può utilizzare qualsiasi strumento appuntito. Infine la valvola è in alluminio e di dimensioni contenute.
Il serbatoio è il classico cilindro nero da 40 mm. costruito in Ergal anodizzato, una lega di alluminio aeronautico particolarmente resistente. Sul fianco vengono riportate le caratteristiche scritte in verde acido, prerogativa Salvimar.
L’ogiva è anch’essa realizzata in Nylon caricato vetro, si presenta di dimensioni particolarmente contenute e con la porzione anteriore che copre buona parte della volata in alluminio. Questa volta, anziché utilizzare un passa filo inferiore o laterale, i progettisti Salvimar hanno realizzato due profili laterali, inclinati e dotati di feritoia, che consentono di disporre ordinatamente la sagola lungo il fianco del serbatoio, alla stessa altezza dello sgancia sagola.
Invece del classico mirino sporgente, troviamo un solco lievemente rialzato, che unito alla linea di mira del serbatoio e al castello ribassato, dovrebbero garantire un puntamento particolarmente istintivo.
La volata è la celebre Vuoto Air presente anche nel fucile omonimo, caratterizzata da guarnizione universale ispezionabile, testata con doppia sede per rondelle per aste da 7 e da 8, boccola di ammortizzo in materiale plastico con parte ammortizzante basata su oring anziché su elastomero monopezzo.
La canna interna da 13 mm. è stata parzialmente ridisegnata, in modo da raccordarsi meglio con le proporzioni del fucile, e consente un’escursione del pistone leggermente superiore rispetto al pari lunghezza Vuoto Air. Va ricordato, come per il Vuoto Air, che la luce di travaso aria superiore è di dimensioni maggiori rispetto a quelle di altri fucili in commercio. Il pistone è il classico Salvimar, robusto e di dimensioni generose, dotato di doppio oring toroidale e guarnizione a gonna.
Il fucile viene corredato di asta a 7 mm. in acciaio Inox 17-4PH mono-aletta con scorri sagola di tipo Devoto.
Veniamo alla prova in mare.
Il fucile si arma come un qualsiasi altro pneumatico, e l’impugnatura si colloca in modo stabile e sicuro sul collo del piede. Per il 100, vista la mia altezza, ho dovuto usare un carichino con prolunga. A 22 atm di precarica la manovra di caricamento si è conclusa senza particolari difficoltà, ma certo non si può dire che sia leggera, e in questo credo che le tre guarnizioni del pistone abbiano fatto la loro. D’altra parte, un pistone con tolleranze ottimizzate e senza la guarnizione a tazza rende sicuramente le cose più facili, ma espone il fucile al rischio, seppur lieve, di infiltrazioni, e generalmente, quando si tratta di scegliere, le aziende preferiscono un compromesso maggiormente conservativo sull’affidabilità piuttosto che sulle prestazioni. Lo stesso discorso si può fare sui lubrificanti: meglio un olio o un grasso che garantisce prestazioni migliori, ma che va rinnovato spesso, o uno che dura in eterno senza deformare le guarnizioni?
Il fucile si impugna bene, grazie al calcio generoso. L’incavo pronunciato per la sella pollice indice potrebbe dar fastidio a mani particolarmente piccole, ma anche qui siamo nel novero dei gusti personali. Per quanto mi riguarda, trovo buona l’inclinazione e la disposizione delle dita nella parte frontale. L’assetto è ottimo, praticamente neutro. Si tratta purtuttavia di un fucile canna 13 con asta da 7, e anche se sottovuoto rimane affondante, ma non tale da stancare il braccio. Mi è capitato di utilizzarlo fino a quattro ore consecutive, senza particolari patemi.
La linea di mira è, come detto, particolarmente pulita e libera, specie se non si utilizzano fascette per fissare mulinello o cam, e agevola in maniera ottimale il tiro istintivo. Per quelli come me che invece il tiro istintivo non l’hanno mai sviluppato, l’assenza di riferimenti su castello e ogiva può creare qualche problema di adattamento. Durante l’ultima prova in mare ho padellato un sarago da distanza ravvicinata, ma al secondo tentativo le cose sono andate meglio, sbeccando una salpa a quattro metri dalla punta dell’asta.
Il grilletto è particolarmente inclinato, e ciò favorisce lo spostamento del polpastrello nella parte superiore dello stesso, sfavorendo la leva che aziona il pistoncino di connessione (da 2 mm.) col dente di sgancio. Anche per questo motivo, lo sgancio risulta più duro del normale nello stacco, mentre il movimento si rivela corto e omogeneo. Non è presente una vite di regolazione. Tuttavia, mentre scrivo apprendo da fonti ben informate che a breve sarà disponibile un kit da comprare a parte, che servirà per implementare la vite di regolazione della sensibilità. Si tratta di un sistema Salvimar che si potrà montare a casa, e che non farà decadere la garanzia, anche se sarà necessario “aprire” il fucile.
Lo sgancia-sagola, come già detto, funziona molto bene. Probabilmente lo si può considerare il migliore tra quelli montati di serie nei fucili in commercio. Se si ha l’accortezza di non tirare troppo le passate, tra l’altro, non influisce in modo significativo nell’azione del grilletto, dal quale è comandato.
Le prestazioni: siamo al top tra i fucili di serie, e in questo il sottovuoto Made in Salvimar aiuta parecchio. Che dire? Ovvio che fucile ultra elaborati da mani esperte possono garantire qualcosa in più a precariche inferiori, e anche il PredaThor si presta bene a modifiche e migliorie, se si accetta di pagare lo scotto di una garanzia che, inevitabilmente, è destinata a venir meno. Tuttavia, a questo punto dovrei ripetere il discorso già fatto più su riguardo l’affidabilità. È giusto e corretto che l’azienda si tuteli contro malfunzionamenti di quella che, a tutti gli effetti, è un’arma. Altre aziende, anche nel recente passato, hanno cercato la strada delle prestazioni limite, ma a scapito dell’affidabilità, esponendosi alle facili critiche di quell’utenza che vorrebbe sempre la botte piena e la moglie ubriaca.
Per chiudere, riporto l’esperienza dell’amico Giuliano Rollo:

«Nel periodo in cui ho potuto disporre del PredaThor nelle mie zone di pesca l’acqua era pressoché sempre torbida. Ma un giorno ho avuto la possibilità di recarmi in un posto sullo Ionio dove l’acqua è generalmente un po’ più pulita, il che ha consentito di provarlo in condizioni ottimali di visibilità, sui 4/5 m.
Vista la mancanza di prede di rango ho fatto dei tiri sui veloci cefali in poca acqua. La cosa che più mi ha colpito e stata la velocità d’uscita dell’asta. Praticamente invisibile… anche con basse precariche: i pesci sono andati tutti in sagola.
Avevo già fatto tre tiri in piscina in occasione dell open test day: i primi due fuori bersaglio ma il terzo (dopo aver capito come mirare) centro pieno a 4 m dalla punta. Ottimo direi.
Un altra cosa che mi piace di questo fucile è l’ogiva che raccoglie le passate di sagola sul fianco del serbatoio e non sotto evitando che questa si impigli sugli scogli.
Una cosa che invece apprezzato meno è la mancanza della vite di regolazione della corsa del grilletto, alla quale sono abituato. Per la mia esperienza ciò può portare a difetti di precisione del tiro.
Lo sgancia-sagola usato senza tirare troppo le passate funziona senza provocare attriti importanti e indurimenti del grilletto.
La linea di mira risulta pulita e l’impugnatura è ben fatta e innovativa, anche se si tratta di una questione molto soggettiva.
Unica nota dolente la durezza secondo me eccessiva della molletta del dente di sgancio. Vedendo la cosa con gli occhi della casa costruttrice la sicurezza va al primo posto. Ma gli utilizzatori e smanettoni avranno sicuramente pronte soluzioni alternative…»

E come detto, aggiungo io, tale inconveniente verrà superato col nuovo kit.

23 Commenti

  1. 1000risorse scrive:

    Ho di recente acquistato un predathor 115 ed ho avuto modo di vederlo internamente, perchè ho deciso di apportare delle modifiche. Trovo che la scelta costruttiva di posizionare lo sganciasagola nella parte sinistra dell’arma sia davvero ben fatta.

    • andrea scrive:

      salve a tutti propio ieri ho acquistato il salviamar predathor vuoto 85 cm .Visto le recensioni e le ottime soddisfazioni di vari subacquei ho deciso di prenderlo,un mio dubbio .Per il discorso pompate x le atmosfere voi come vi regolate ?grazie andrea

      • Tommaso Mytom scrive:

        Io lo carico col compressore. Comunque non dovrebbe essere troppo diverso dalle pompate di uno sten 13 di pari lunghezza.

  2. lulazz scrive:

    Ho ordinato anche io il 115
    Lo vorrei provare all’Elba la settimana prossima
    Ho anche preso un’asta da 7 visto che viene fornito con quella da 8
    Sapete quando sarà disponibile il kit per il grilletto?

  3. gioacchino scrive:

    Il fucile è indubbiamente bello e funzionale ma il grilletto è un punto debole, essendo un fucile nuovo qualcosa si sarebbe dovuto fare, buono il sistema sganciasagola, sono destro e sono senpre stato favorevole allo sganciasagola a sinistra perché a me viene più facile controllare e trattenere il nylon con la destra mentre con le sinistra aggancio le passate di sagola, poi in pesca, tenendo il fucile a destra ho sott’occhio la sagola e mi accorgo se si sgancia e posso provvedere subito senza cambiare mano o girare il fucile, rimanendo in posizione di sparo.

  4. lulazz scrive:

    Se è duro metto un kit da 1,5mm
    che ho su un fucile che non uso
    E mi taglio il pernetto ad hoc
    Ho letto da qualche parte che qualcuno ha risolto con un perno da 1,8 al posto di quello da 2 ma non saprei dove trovarlo

    • Tommaso Mytom scrive:

      Con una punta da trapano per metalli da 1,8, di quelle al cobalto. Difficile da trovare ma non impossibile (a meno che non vivi in Gallura, come me…).

  5. 1000risorse scrive:

    Io ho cambiato la molla del dente. ho installato una più mnorbida. Voglio prima vedere come si comporta il perno da 2mm, poi eventualmente cambio anche quello. se non erro, il grano dovrebbe avere lo stesso passo della cressi.

  6. Enrypandistelle scrive:

    il kit grilletto di cui si parla è solo un grilletto con la vite di regolazione, non cambierà nulla nella durezza dello sgancio. Se fate lavori di allegerimento molla vi consiglio la sostituzione del pistone.
    Io ho modificato la forma del grilletto con del bicomponente per evitare che il dito scivoli verso l alto, come fatto notare nell articolo.

    • Tommaso Mytom scrive:

      Anch’io ho modificato la forma del grilletto col polymorph, ma è un’operazione che ho già fatto altre volte su altri fucili, in modo da adattare perfettamente l’impugnatura alla mia mano. Piuttosto, sai se il grilletto conserverà la stessa forma o verrà ridisegnato?

  7. Enrypandistelle scrive:

    sarà uguale, cambia solo la vite di regolazione.
    avevo chiesto se si poteva fare diversamente ma serve un altro stampo e relativi costi

  8. lulazz scrive:

    ma il vostro mulinello era pieno col filo verde?

  9. Saverio scrive:

    Vedo che spesso si consigliano le punte al cobalto come perni per il grilletto.
    Domanda: ma non si arrugginiscono?

  10. Walter Buffa Calleo scrive:

    salve a tutti, sono in procinto di prendere un fucile per l aspetto e sono molto tentato di prendere questo bellissmo oleo nella misura 100 ( sarà il primo oleo lungo)! Esattamente il problema del grilletto di cui parlate in cosa consiste ?? buon mare

  11. Elias scrive:

    Buongiorno, anche io volevo procedere all’acquisto di un predathor vuoto 85, solo che nei siti non specificano il kit presente insieme al fucile. Sapete dirmi se insieme al fucile è presente anche la pompetta dell’aria e il carichino? Grazie

  12. Elias scrive:

    Ciao tommaso, anche io ho un predator vuoto e mi ha incuriosito la tua staffa fai da te. Puoi descrivermi brevemente dove si collega e come è stata creata? Grazie;)

    • Tommaso Mytom scrive:

      Ciao, nell’articolo ipotizzavo il fai date, ma in realtà non ho mai realizzato una staffa artigianale (uso quella specifica Pikotech, molto bella e con sgancio rapido).
      Però il concetto rimane: non dovrebbe essere difficile sagomare un profilo piatto in alluminio (da almeno 2/3 mm.), da fissare nel supporto per il mulinello.

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