Articoli in Schienalino

Muta su misura Leroi Design e Schienalino TrickPower

Rispetto allo scorso anno, grazie ad una dieta abbastanza rigorosa, mi ritrovo con otto chili di “ciccia” in meno. E siccome non sono un gigante, se si tolgono otto chili al mio metro e settanta, può capitare che la muta faccia acqua da tutte le parti. Mi sono ritrovato pertanto ad affrontare la bella stagione con dei pantaloni da 5 mm. nei quali potevo letteralmente nuotarci dentro, mentre la giacca da 5, che in effetti mi andava stretta quando ero ancora “in carne”, ha esaurito il suo ciclo vitale dopo quattro anni di onorato servizio, diventando progressivamente una 4 millimetri. Infine anche la giacca da 7 millimetri, che ho utilizzato fino a metà maggio, presentava dei vuoti e delle sacche che tendevano a riempirsi facilmente d’acqua, soprattutto in corrispondenza della schiena, inficiando in parte il potere termico garantito da questo spessore.

Prova schienalino e piombi Saplast – seconda parte

Le zavorre della Saplast mi piacciono molto, esteticamente bellissime e molto funzionali.

Io ho provato il famoso schienalino Tortuga e i piombi da cintura gommati, il tutto rigorosamente in versione mimetica. Esteticamente ineccepibili e sopratutto comodi, infatti le zavorre rivestite hanno il vantaggio di “aggrapparsi” alla muta ed essere meno ballerini dei comuni piombi, inoltre lo schienalino asciuga in un minuto e possiamo riporlo direttamente nel bagagliaio dell’auto, almeno io faccio così e lì vi rimane fino alla prossima uscita.

Il Tortuga nasce con 3kg incorporati però grazie al foro centrale è possibile installare, o meglio avvitare, un piombo aggiuntivo e portarlo a 4kg come di consueto uso nella mia configurazione.

La Saplast fornisce due fasce in gomma e le fibbie per l’assemblaggio, io che proprio non riesco a non modificare tutto, ho personalizzato il sistema di sostegno aggiungendo ad ogni fascia una clip a sgancio rapido e un pezzo corto di fascia elasticizzata, entrambi recuperati per pochissimi euro in merceria.

Un sistema di aggancio alternativo per lo schienalino

Schienalino tortuga modificatoPremessa numero 1
Tempo fa pubblicai le foto dello stratagemma utilizzato dall’amico Gioacchino per fissare lo schienalino alla cintura. L’articolo è questo.
Gioacchino ha modificato il suo schienalino in modo tale che anziché essere agganciato dietro la schiena, viene fissato nella parte anteriore della cintura, facendo passare l’elastico sotto il cavallo. Si tratta di un sistema decisamente pratico, al quale mi è capitato di pensare recentemente, viste alcune traversie patite durante le ultime uscite. Mi è capitato infatti di rompere un paio di volte il tubetto trasparente utilizzato per fissare il mio schienalino alla cintura e, avendolo sostituito con uno spezzone di gomma, di non riuscire a trovare la misura giusta per impedirgli di sbattermi sulla testa durante la capovolta o, peggio, di tirarmi su la cintura lungo i fianchi (cosa che mi da’ enormemente fastidio).

Modifica dello schienalino Saplast Tortuga

modifica schienalino tortuga 1Ho già recensito un po’ di tempo fa lo schienalino Tortuga di Saplast, giudicandolo un ottimo prodotto (leggi qui). Giudizio condiviso con tanti pescatori subacquei, per alcuni semplici motivi: non si muove quasi per niente, asciuga in un attimo, è decisamente robusto e non si impazzisce con la gestione dei piombi.
Tuttavia ha un difetto abbastanza fastidioso, almeno per me. Mettendo da parte il fatto che un buon atleta (e quindi anche un pescasub) dovrebbe avere le articolazioni sciolte, indossare lo schienalino Tortuga e soprattutto levarselo di dosso comporta una serie di contorsioni per me innaturali. Fastidio che si può anche far finta di non considerare. Il problema vero però è quello della sicurezza. Se ho difficoltà a levarmi lo schienalino all’asciutto, cosa può succedere in acqua, nel malaugurato caso in cui si rendesse necessario scaricare la zavorra nel più breve tempo possibile?
Per questo motivo ho applicato una fibbia a aggancio rapido in plastica nello spallaccio destro, come da foto. Nella circostanza infausta di cui sopra, basterà agire con la mano libera, sganciare la cinghia e lasciare cadere lo schienalino per gravità. In fase di risalita dal fondo potrebbe essere il modo per evitare spiacevoli inconvenienti.

Zavorra, piombi e pesi. Quanti e come…

La zavorra del pescasub è un’argomento abbastanza importante e complesso, spesso viene generalizzato o sottovalutato dando come unica soluzione un abbinamento fra muta e quantità di chilogrammi in cintura. In realtà non è così semplice, per avere la nostra giusta misura c’è sempre alle spalle l’esperienza e le prove personali.

Sappiate che non esiste un numero di pesi in particolare per ogni muta, perchè oltre allo spessore del neoprene c’è da conteggiare anche la massa del nostro corpo (o meglio il peso specifico), inoltre i piombi vanno scelti in base alla profondità operativa.

Dobbiamo prima di tutto scegliere il nostro stile di pesca, sapere a che profondità normalmente effettuiamo i nostri tuffi. Più abbiamo intenzione di scendere giù e meno piombo ci serve perchè man mano che aumenta la pressione si schiacciano le microbolle del neoprene (e tutte le cavità che contengono aria, polmoni compresi) quindi diventiamo sempre meno galleggianti, fino ad un certo punto che il processo si inverte e invece di avere una spinta verso la superficie diventiamo “negativi” e veniamo spinti verso il basso.

Schienalino Mares Brown

Lo schienalino serve a distribuire i pesi anche sulla spalla in modo da non avere tutta la zavorra in cintura e quindi raggiungere un assetto corretto e naturale. Dopo aver provato un paio di modelli mi sono fermato sul questo nuovo della Mares che uso abitualmente e mi trovo molto bene.

Ho scelto questo per tre motivi fondamentali: in primis la sicurezza, avendo infatti le clip sugli spallacci è possibile in caso di emergenza liberarsene rapidamente; ha lo spazio per i comuni piombi da cintura quindi non bisogna spendere molto per attrezzarlo ed è facilmente riconfigurabile; ha una forma anatomica che lascia ampio spazio di movimento alle braccia.

Io ho acquistato la versione mimetica brown (c’è anche nero), una fantasia della Mares veramente bella, poi sono andato a trovarmi 4 piombi gommati da 1kg di quelli più piatti e larghi perchè mantengono meglio nelle sacche predisposte. Provato in mare lo schienalino Mares ha confermato la sua comodità, rispetto ai modelli classici di forma quadrata questo non lo senti molto perchè è sottile e distribuisce i pesi per tutta la colonna vertebrale.

Provato lo schienalino Saplast Tortuga

schienalino Saplast Tortuga

Ottimo, sotto tutti i punti di vista, o quasi. Lo schienalino Tortuga della Saplast, che ho indossato per la prima volta domenica scorsa, ha la capacità di rimanere letteralmente incollato alla schiena. Niente più piombi che ti sbattono sulla nuca in fase di immersione. Niente più cintura porta piombi che ti sale sulla vita per via dell’aggancio allo schienalino.
Se poi aggiungiamo altre pregevoli caratteristiche, quali la colorazione mimetica, la collocazione dei piombi ben bilanciata, l’asciugatura immediata una volta fuori dall’acqua… Bè, i pregi si sprecano.
Ci sarebbe anche qualche piccolo difetto. Le cinghie in gomma, infatti, per lavorare al meglio, devono essere regolate in modo da farle aderire per bene. Per questo motivo lo schienalino risulta abbastanza scomodo da indossare e, soprattutto, da levare, costringendoci a fastidiose contorsioni delle braccia. Tra l’altro, durante la pescata, un po’ di fastidio possiamo avvertirlo sotto le ascelle, ma niente di particolarmente gravoso.
Il peso è fisso, 3 Kg., in quanto I quattro sono inglobati nella struttura in gomma, pertanto il peso di tre kg. non può essere variato. Tuttavia un foro centrato nella membrana in gomma permette la collocazione di un quinto piombo, o fornito come accessorio dalla stessa Saplast, o fatto in casa artigianalmente.
Insomma, non posso che dirmi pienamente soddisfatto, e anche il prezzo, tutto sommato, è da considerarsi abbastanza contenuto.

Alcune idee di Gioacchino: coltello nello schienalino e collegamento schienalino cintura

coltello su schienalino

Gioacchino, affezionato utente di questo blog (e possessore di un mirage che non smetterò di invidiargli), mi ha inviato alcune foto che mostrano un paio di interessanti soluzioni che rendono la vita più comoda al pescatore subacqueo.
La prima consiste nell’installazione di un piccolo coltello ausiliario nella cinghia dello schienalino. Il vantaggio offerto da questa soluzione consiste nel poter avere un coltello di riserva utilizzabile con entrambe le mani. L’alternativa, il posizionamento del coltello sul braccio, si rivela purtroppo tragicamente inutile nel caso in cui, per qualche motivo, dovessimo avere l’altro braccio bloccato.
Anche se mi auguro di non doverne mai avere bisogno (e gli scongiuri si sprecano), adottare una soluzione come quella proposta da Gioacchino può rivelarsi, in talune circostanze, un vero e proprio salvavita.
Anche l’altra soluzione ha a che fare con lo schienalino.
A meno che non utilizzate un gilet tipo quello Omer, spesso e volentieri lo schienalino presenta lo spiacevole inconveniente di spostare la cintura dei piombi alla quale è collegato, soprattutto nelle manovre di immersione.
L’idea di Gioacchino consiste nel prolungare l’elastico di collegamento alla cintura, farlo passare sotto il cavallo e collegarlo in prossimità della fibbia. In questo modo la trazione esercitata dallo schienalino, questa volta verso il basso, dovrebbe lasciare la cintura li dov’è.

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