Articoli in Fucile Subacqueo

Se un fucile soltanto non basta

Al pescatore di una volta bastavano un Medisten, un retino alla vita, maschera, boccaglio, pinne e coltello. E quando la passione era tanta e i problemi economici minimi, una bella muta con cerniera e una cintura di piombi. Un paio di ore a controllare le solite tane e la cena era assicurata… spesso anche il pranzo e qualcosa da mettere in freezer.
E per assicurarsi un certo numero di catture non bisognava essere dei campioni, bastava entrare in acqua armati e passarci un paio d’ore.

I pescatori che riescono a fare carnieri abbondanti con regolarità ci sono anche oggi, ma sono generalmente molto bravi, hanno buoni tempi d’apnea, riescono ad andare in acqua con una certa costanza, e spesso si spostano in gommone alla ricerca dei posti migliori.

Guida base alla pesca subacquea

L’articolo è rivolto a chi vuole cominciare questa affascinante disciplina, cito solo i punti salienti delle tecniche, attrezzature e delle regole di base per la pesca in apnea. Per descrivere e spiegare tutti i dettagli di ogni argomento bisognerebbe scrivere un libro intero, quindi mi limito a definire i concetti principali con la speranza che poi ogni lettore approfondisca per conto suo ogni tema trattato.

Prova: Fucile Seac Caccia HF 75

Prova Seac Caccia HF 75L’esigenza è nata dalla necessità di avere un fucile tutto fare, per aspetto, razzolo e agguato, e con variatore di potenza (che io normalmente levo sui lunghi) in modo da poter utilizzare l’arma tra le rocce o in tane di ampie dimensioni.
A queste caratteristiche corrisponde normalmente un fucile misura 85, come lo spark o il cyrano. In effetti soltanto la Mares produce un pneumatico di questa misura. La Cressi passa direttamente da 70 al 100, mentre la Seac, pur disponendo di varie misure, produce fucili nella misura 75 (in realtà quasi un 80) e 90 (aggiungiamoci 4 cm. alla lunghezza nominale).
Questo Caccia HF 75 non si discosta troppo dalla misura ideale, essendo lungo 79 cm., pochi cm. in meno rispetto allo spark 85. L’ho trovato su ebay, usato, a un prezzo molto interessante, e siccome avevo voglia vedere come è fatto, ho deciso di prenderlo.
Le caratteristiche principali di quest’arma sono il serbatoio idroformato, la canna da 11,2 mm. diametro e, più in generale, una rinfrescata al disegno “standard” del fucile pneumatico.
Un prodotto relativamente nuovo… per il quale non ho resistito alla tentazione di apportare qualche modifica…
Iniziamo dalla testata. Il fucile viene corredato da un finale con sede per la rondella di battuta troppo ampia. In pratica lo stesso diametro dei fucili canna 13. Mi chiedo per quale motivo è stata fatta questa scelta. La Seac stessa produce aste per pneumatici con rondella di battuta adatta alle volate dei fucili canna 11. Ho smontato il fucile, svitato la testata, svitato il finale e l’ho sostituito con quello di un Mares Spark. La filettatura è identica, mentre la corsa è di 1 mm. più corta. In teoria questo avrebbe potuto provocare problemi alla boccola di ammortizzo. In realtà non ne ho avuto. A proposito della boccola di ammortizzo: non sono riuscito ad estrarla dalla sede, e per non rischiare di romperla ho deciso di non rimuoverla. continua…

Nuova Ogiva per il Mares Sten 11

Nuova Ogiva Mares Sten 11

Quella che vedete a destra nell’immagine di apertura è la nuova ogiva del fucile Mares Sten 11. L’ho messa di fianco alla “vecchia” ogiva dell’ormai “vecchio” Spark.
Come potete notare, diverse sono le novità del nuovo disegno. L’ogiva è cresciuta in lunghezza, il che permette di risolvere una volta per tutte il fastidioso problema che affliggeva molti spark, ossia il leggero distaccamento del serbatoio dall’impugnatura, problema che si verificava quando valvola e testata non venivano serrati a morte.
La forma dell’ogiva è ora maggiormente conica  e affusolata, e sono state ricavate due leggere scanalature longitudinali.
Il passasagola è stato accorciato e arrotondato e nel foro ortogonale è stato inserito un anellino d’acciaio che  permette una fuoriuscita della sagola (in presenza del mulinello) con attriti ridotti. Ciò evita l’inserimento di grilli d’acciaio, fascette o anellini che nonostante permettano una migliore fuoriuscita del filo, al contempo possono diventare fonte di grovigli o rotture accidentali.
Ho provato ieri la nuova ogiva abbinata al mio spark 98 X-Power caricato a 27 atm. Ovviamente non ho rilevato nessun problema di sorta. Confermo la bontà dell’idea di posizionare l’anellino d’acciaio nel passasagola. Avevo paura che tale soluzione avrebbe potuto “falsare” (per quanto sia imprecisa) la classica stima che noi smanettoni siamo soliti fare a seguito di uno sparo al libero, ossia la misura della fuoriuscita di sagola dal mulinello serrato. Invece non ho notato grosse differenze rispetto al posizionamento di un anellino posticcio.
Come dicevo ad inizio articolo, la nuova ogiva sarà montata di serie nel nuovo Mares Sten11, l’evoluzione dello Spark (o, se vogliamo, versione “canna 11” dello Sten) di imminente commercializzazione.

Nuovo Scorrisagola Mares

Nuovi Scorrisagola MaresQuelli mostrati in foto, ai due lati, sono i nuovi scorrisagola Mares per fucili pneumatici. Si tratta di prototipi, quindi suscettibili di ulteriori modifiche prima della loro commercializzazione. Li ho voluti ritrarre insieme al classico scorrisagola Devoto (al centro, nella foto), quello che è comunemente considerato il miglior scorrisagola abbinabile ad un asta per fucile pneumatico.
Si nota subito che i Mares presentano una linea più pulita e idrodinamica. Lo spessore massimo dello scorrisagola Mares è di 10,52 mm, simile a quello del Devoto. Tuttavia mentre quest’ultimo è un cilindro perfetto, il Mares presenta una forma volutamente irregolare, maggiormente ellittica, con uno spessore minimo lungo il cilindro di 9,7 mm, ed una conicità accentuata all’estremità superiore, dove il diametro è di soli 8,35 mm. Le alette dove far passare l’impiombatura sono di dimensioni inferiori, mentre la lunghezza complessiva è leggermente superiore rispetto al Devoto.
Gli scorrisagola sono, per ora, costruiti con due materiali differenti: Nylon e Ertacetal. Quello in Nylon appare più “liscio” e rifinito, mentre quello in ertacetal sembra più robusto. Straremo a vedere quale dei due materiali verrà scelto per la produzione finale.
Ho avuto modo di effettuare qualche tiro di prova con lo scorrisagola in Nylon, utilizzando un’asta da sette su un ottantino canna 11 sottovuoto caricato a 23 atm: tiri brucianti con strattone deciso a fine corsa.
Si tratta di un prodotto ottimo, che andrà ad impreziosire l’imminente commercializzazione della nuova linea di aste per pneumatico della Mares.

Il nuovo fuciletto…

il nuovo fuciletto

E questo è il fuciletto annunciato qualche articolo fa. Seguirà prova e descrizione dettagliata.

Nuovo Mares Sten 11

Nuovo Mares Sten 11In tanti aspettiamo il nuovo pneumatico Mares. Per tanti motivi. Il mio è essenzialmente questo: ho avuto modo di provare diversi fucili pneumatici dal disegno “classico” (quindi leviamo l’Airbale da questo discorso), e a mio avviso i Mares sono quelli che hanno raggiunto il miglior equilibrio tra affidabilità, prestazioni e prezzo.
Ogni singolo fucile ha le sue caratteristiche, negative e positive. Laddove un fucile ha, ad esempio, un ottima impugnatura, al contempo ha un grilletto durissimo. Oppure è molto economico ma con un disegno che risale a 30 anni fa, ecc.
Mares, pur non avendo sostanzialmente cambiato (se non a livello estetico) la sua produzione di fucili pneumatici fin dall’introduzione nel mercato del mitico Cyrano, è riuscita a mantenere una linea di prodotti perfettamente equilibrati in tutte le loro caratteristiche.
Per ricollegarmi all’inizio di questa lunga introduzione, di seguito non parlerò nel “Nuovo Fucile Mares”, oggetto misterioso in fase di testing sul quale vige il riserbo più assoluto, ma dello Sten 11.
Si tratta in sostanza della riedizione dello Stealth/Spark, con canna da 11 mm., una nuova estetica e la riproposizione di un nome che ha fatto la storia della pesca subacquea: Sten, appunto.
Questa volta però le modifiche non sono soltanto estetiche. Mares ha apportato allo sten 11 una serie di miglioramenti rispetto all’ormai “vecchio” Spark:
– La testata è completamente nuova, ora di dimensioni e peso più contenuti, e i fori di scarico dell’acqua sono stati ridisegnati.
– L’ogiva è stata parzialmente rivista, irrobustita e “allungata” di qualche millimetro, il che dovrebbe permettere di porre rimedio a un problema da molti denunciato sullo spark, ossia il leggero distaccamento del serbatoio a fucile carico.
– E’ stato inserito un anellino di acciaio all’interno del foro nell’ogiva per facilitare lo scorrimento della sagola.
– Infine, nelle misure più lunghe lo Sten 11 avrà a corredo le nuove aste tahitiane brunite da 7 mm., con aletta incassata e scorrisagola simil Devoto, ma dal profilo maggiormente idrodinamico.
Piccoli ritocchi che tuttavia migliorano un prodotto già ottimo in partenza. E tutto ciò senza incidere pesantemente sul prezzo. Lo Sten 11 avrà infatti, nella misura 110, quella più lunga, un prezzo di listino di 179 €. Se si tiene conto del fatto che che viene venduto in abbinamento ad una vera asta tahitiana, possiamo parlare un prezzo veramente conveniente.

Un Cressi SL 70… anni 70!

Cressi SL 70Il fucile smontato nel mio tavolo di lavoro è un Cressi SL 70 degli anni 70. Uno di quelli, ormai rari, con il grilletto in metallo. Il modello in questione ha una piccola perdita d’aria dall’astina del variatore di potenza, che spero di aver risolto con la sostituzione di un o’ring.
Dico “spero” in quanto nel frattempo mi si è rotto il raccordo del compressore che si avvita alla valvola di precarica (solita sfiga).
Comunque, il fucile è in ottime condizioni, ma presenta alcuni difetti progettuali. Innanzi tutto sostituirò il pistone in metallo con uno mares in plastica, al fine di scongiurare fenomeni di corrosione e, particolare non trascurabile, poter contare su una massa di impatto inferiore.
La testata originale ha dei fori di scarico insignificanti, e anche a volerli lavorare non c’è lo spazio sufficiente. Ho pensato di sostituirla con una cressi di più recente produzione , con fori svasati e inclinati, ma la lunghezza della parte filettata non consente un perfetto accoppiamento con canna e ogiva. Ho optato per una testata Tigullio, con grandi fori svasati e dimensioni del filetto che più si avvicinino a quelle della testata originale Cressi. Per scongiurare perdite ho aggiunto un o’ring alla canna. Portato il fucile a 5/6 atm sembra reggere senza perdite, ma finché non riuscirò a collaudare il fucile a 30 atm non avrò la certezza che tutto funzioni a dovere.
L’esigenza di sostituire la testata nasce anche dal fatto che quella originale dispone di una boccola di ammortizzo metallica, non sostituibile con quella attualmente in produzione in quanto il diametro risulta leggermente differente.
L’ultima (per ora) modifica consta nella sostituzione della valvola di precarica di serie con una seac (ho trovato quella, ma appena riesco prendo la mares) per poter caricare il fucile tramite il compressore.
Appena avrò un po’ di tempo cercherò di sostituire il perno del dente di sgancio con uno di diametro ridotto, utilizzando il metodo SVL o quello Paolork (oppure comprandone uno apposito, vedremo).
L’ideale, infine, sarebbe dotare il fucile di una testata sottovuoto. Ma per quello ci sarà tempo.

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