Il tiro libero o detto anche: “di precisione” è sicuramente la disciplina rappresentativa e d’ingresso al Tiro Sub. In quanto rappresenta e costituisce il primo approccio a questo sport, non richiede alcuna preparazione fisica o sforzi particolari. E’ praticabile da ogni sesso e ogni età (minimo 16 anni compiuti) e non richiede un allenamento specifico. Molti utilizzano le gare selettive come allenamento stesso. Il tiro libero in gara si svolge in due manche. In ogni manche l’atleta dovrà effettuare 5 tiri piazzati consecutivi, sempre sul solito foglio bersaglio, nel tempo limite di 5 minuti.
Al pescatore di una volta bastavano un Medisten, un retino alla vita, maschera, boccaglio, pinne e coltello. E quando la passione era tanta e i problemi economici minimi, una bella muta con cerniera e una cintura di piombi. Un paio di ore a controllare le solite tane e la cena era assicurata… spesso anche il pranzo e qualcosa da mettere in freezer.
E per assicurarsi un certo numero di catture non bisognava essere dei campioni, bastava entrare in acqua armati e passarci un paio d’ore.
I pescatori che riescono a fare carnieri abbondanti con regolarità ci sono anche oggi, ma sono generalmente molto bravi, hanno buoni tempi d’apnea, riescono ad andare in acqua con una certa costanza, e spesso si spostano in gommone alla ricerca dei posti migliori.
Al di là di quanto si possa immaginare, il TS è una vera e propria disciplina sportiva, praticabile anche a livello agonistico. C’è un regolamento Nazionale specifico ed è posta tra le Attività Subacquee sotto la FIPSAS.
Esiste un vero e proprio Campionato Italiano, che comprende un circuito di gare selettive Nazionali, utili per la qualificazione alla finale dei Campionati Italiani, di prima e seconda categoria. Esistono anche competizioni internazionali e quindi il relativo Club Azzurro.
Apparentemente ma poco a che vedere con la pesca subacquea, con cui in comune ha solo le attrezzature utilizzate, ma questo non vuol dire che il TS non sia utile al PIA, anzi, lo è molto.
Internet grazie ai portali video (youtube, vimeo, ecc) ha messo a disposizione di tutti una vera e propria banca dati, in costante aggiornamento e ricca di tutti i video necessari a fare “scuola” nel nostro bellissimo sport. Basta effettuare semplici ricerche e possiamo trovare alcuni video ricchi di consigli utili e ad alto contenuto didattico.
Il mare è sempre meno pescoso, e non è raro assistere a litigi degeneranti lungo le scogliere fra cannisti che si contendono un punto particolare. Analogamente fra i pescatori subacquei c’è una sorta di rivalità per quanto riguarda le località pescose, chiamate semplicemente “posti” nel linguaggio degli apneisti. Tutti li vogliono, tutti li cercano ma in pochi davvero li apprezzano con autenticità e dovuto rispetto.
Un pescatore che si rispetti potrà svelarvi tecniche e segreti, trucchi, stratagemmi, ma mai e poi mai i suoi posti speciali. Dietro ai posti preferiti di ognuno di noi a volte si nascondono anni di dure ricerche, dove si sviluppa una sintonia particolare del pescatore con quelle rocce e quei piccoli abitanti che nessuno oserebbe violare. Non solo, un posto segreto spesso è sancito da belle catture e soddisfazioni che non hanno eguali.
È diventata la tecnica più utilizzata ed apprezzata dai pescatori subacquei, si tratta dell’aspetto. Sfruttando il corpo ed i movimenti del subacqueo durante la discesa, per avvicinare il pesce il pescatore si posiziona sul fondo attendendo che la preda si avvicini spontaneamente o con dei richiami sonori. Grazie a questa tecnica anche le prede più sfuggenti come l’orata o il dentice vengono a tiro a volte con una relativa facilità, altre volte invece intuiscono il pericolo e si mantengono ad una distanza tale da rimanere fuori portata del nostro fucile.
Ad eccezione delle acque torbide o il bassofondo, dove le armi utilizzate saranno corte o medie a seconda della visibilità, l’aspetto eseguito in acqua limpida ed a quote abbastanza importanti va praticato con l’arma e l’allestimento giusti. Un buon aspetto con una buona arma può condurci alla “cattura della vita”. I fondali che offrono buone probabilià di incrociare grossi predatori in caccia sono le praterie di posidonia, le secche ed i punti ricchi di mangianza come il grotto. Spesso i piccoli pesci come le castagnole ci avvisano dell’arrivo di un grosso pesce.
Probabilmente tutti noi abbiamo un corto fucile appeso al pallone. Si tratta del fucile da tana. A differenza di quello che molti pensano, la tecnica della pesca in tana è difficile (e faticosa) ma può essere molto fruttuosa a patto di avere le doti giuste. Basta osservare le prede catturate dagli atleti di una gara di pesca in apnea per capirlo: la maggior parte degli esemplari catturati saranno saraghi e tordi presi in tana. Dedicarsi alle tane fa parte della formazione del pescatore , anche perché le tane riservano sorprese…
“Ho acquistato questo fucile nuovo, volevo chiedervi come posso fare per…”. Siamo tutti abituati a leggere nei forum o nei commenti dei video, le richieste di aiuto sulla configurazione per la nuova attrezzatura, che molto spesso viene acquistata precipitosamente seguendo il proprio gusto estetico, il consiglio di amici e del negoziante o dopo aver letto qualche parere positivo in rete.
Si tratta nella maggior parte dei casi di un’amara rivelazione: il fucile nuovo, bello e largamente consigliato da tutti il più delle volte finisce nei mercatini perché per quanto bello, prestante o conveniente, non ha soddisfatto le nostre aspettative. Ho voluto quindi creare una guida che permette ad ogni lettore di identificare il fucile giusto e l’allestimento giusto per ogni tipologia di pesca.
“Adequatio mentis et rei”, si tratta di un proverbio latino: “è la mente ad adeguarsi alla realtà” . Ed aggiungerei “o è la realtà ad adeguarsi alla mente?”. I grandi del passato hanno disboscato intere foreste per scrivere su carta trattati su trattati che affrontano la questione senza mai giungere ad una risposta esauriente. E’ un interrogativo che mi son sempre posto per la pesca. E’ il pescatore a doversi adattare all’attrezzatura, o l’attrezzatura deve adattarsi al pescatore?
In questo articolo vorrei parlare brevemente dell’istinto di pesca, caratteristica che accomuna tutti i più esperti pescatori. Spesso si leggono espressioni che possono sembrare delle leggende come “vivere il mare”, “fiuto del pesce”, “istinto predatorio”, “pelle di squalo”… Cercherò di illustrare cosa sono in concreto queste abilità e come si possono coltivare ed affinare.
Tutti noi in acqua, in ogni istante siamo partecipi di milioni di situazioni intorno a noi e le viviamo, ma non ne teniamo completamente conto, a meno che non ci sia un particolare che non avevamo previsto o qualcosa che siamo preparati a vedere. Non potremmo mai considerare tutto e ricordarcelo o addirittura decifrarlo perché la nostra mente si riempirebbe di tanti ragionamenti inutili e non riusciremmo più a pescare. La confusione dei neofiti deriva da questo tentativo di analizzare troppo, anche i dettagli insignificanti per tentare di aumentare le loro abilità. Per forza di cose nella pesca subacquea dobbiamo operare scelte, e le scelte corrette e spontanee, che chiamiamo ‘ istinto di pesca’, non sono mai identiche alle percezioni, perché la mente dell’esperto le semplifica.