Il fattore di allungamento elastici

Ho ricevuto molte email e richieste di informazioni circa il fattore di allungamento elastici, ho quindi pensato di approfondire questo discorso per aiutare tutti i pescatori alle prime armi con l’allestimento del loro arbalete.

Cominciamo dalla definizione, il fattore di allungamento è la percentuale con cui tendiamo il nostro elastico, per dirla in maniera diversa è il rapporto fra l’elastico a riposo e teso. Facciamo un esempio pratico in modo che tutti siano in grado di capire questo concetto, prendiamo un elastico lungo 20cm e cominciamo a stenderlo fino a 40cm, in questo caso vuol dire che il fattore è 2 (cioè il doppio) se vogliamo dirlo in percentuale è 200%.

Supponiamo invece di tendere l’elastico (sempre di 20cm a riposo) fino a 60cm, cioè abbiamo triplicato la sua forma originale, in questo caso diremo che il fattore di allungamento è 3 (o 300%). Proseguendo con gli esempi, se prendiamo il medesimo elastico di 20cm e lo tiriamo fino a 80cm, vuol dire che abbiamo applicato un fattore di allungamento pari 4 (0 400%).

La cintura di Impero

Non è il nome di una costellazione come quella di Orione, ma un accessorio nuovo per ospitare zavorra ideato da Impero Delle Donne, amico ma anche istruttore e pescatore d’esperienza ben conosciuto nel Salento. Un giorno, fra i tanti accessori esposti nel suo negozio, vidi un’oggetto strano per me sconosciuto fino a quel momento, consiste in una classica cintura dove è stata applicata sul posteriore una parte in neoprene con tasche portapesi che gira sotto il cavallo e si aggancia davanti.

Cioè è come uno schienalino ma poggiato sui glutei, sembra quasi una mutanda porta pesi ma non lo dico perchè a Impero non gli piace questa definizione, in realtà un nome originale  ancora non c’è ma questo ora poco importa. Sicuramente però è interessante capire il perchè e la storia di questo accessorio.

Pinne Seac Sub Shout S900 Camo

A metà Gennaio, dopo la rottura di una pala, mi sono deciso a cercare un paio di pinne morbide buone per l’inverno. Morbide perchè d’inverno sono meno allenato e più pesante quindi preferisco una pinna che non stanca. Incurisito dalla pubblicità “da urlo” decido di provare le nuove Seac Sub Shout S900. Inoltre c’è una versione verde mimetica, particolare che a me piace tanto.

Da quello che ho letto in giro per i forum, pare siano un buon prodotto e morbide proprio come le cercavo, quindi mi decido e procedo con l’acquisto. La serie Shout della Seac Sub viene prodotta in tre varianti per diverse durezze: S1000 (dure), S900 (medie), S800 (soft). Sono pinne monoblocco quindi non c’è la possibilità di scambiare pala o scarpetta.

Nuovi Pneumatici in arrivo

Notizia del 07.02.2010, vedere di seguito gli aggiornamenti.

AGGIORNAMENTO (22.02.2011):
Del nuovo fucile Salvimar se ne è già parlato qualche giorno fa (qui). Nel frattempo l’Amico Gioacchino ci ha rivelato che trattasi di una rivisitazione del del vecchio Scubapro Magnum (qui). Continuo a pensare che verrà prodotto esclusivamente nelle misure corte (ricordo il commento di un uomo Salvimar, il quale rivelava che buona parte del loro fatturato proveniva delle fiocine a mano e dagli altri prodotti venduti nei negozi delle località balneari estive). Tuttavia lo S
cubapro Magnum, nella versione pro, veniva prodotto nella misura 105. Staremo a vedere.
Sempre a proposito di nuovi fucili, una piccola ditta, la LG Sub, sta ripercorrendo le orme della ormai defunta Maori Sub (a proposito, qualcuno dice che potrebbe riaprire i battenti…). La SG Sub propone fucili costruiti su impugnatura Mares, con serbatoio da 35 mm., e basati con una volata sottovuoto che sembra una via di mezzo tra il mamba e il tovarich (o della sua evoluzione, il kara-jo), con l’estetica dell’X-Power. Non mi sembra, a sensazione, niente di innovativo, anche se pare ci siano dei brevetti di mezzo. Il sito è questo
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Uno sgancia sagola per il Mirage

sgancia sagola mirage
Quello che vedete in foto è lo sgancia sagola che ho montato nel mio Mares Mirage 84.
Il Mirage non ha uno sgancia sagola di serie (chissà per quale motivo), pertanto quasi tutti i possessori di questo fucile si adattano a trattenere le volute dell’impiombatura tramite l’ausilio di un elastico o grazie a una piattina di acciaio modellata a “coccodrillo”. Si tratta di soluzioni che a me non piacciono, principalmente per via del fatto che la trattenuta del filo non è dinamica e, secondariamente, perché sistemare l’impiombatura con questi sistemi non è propriamente comodo.
Ho adattato pertanto alla bisogna lo sgancia sagola di uno spark, fissato nell’impugnatura del Mirage tramite una vite di acciaio autofilettante. Prima di inserire la vite ho fatto un piccolo foro nell’impugnatura con il dremmel, dopo di chè ho riempito il foro con una tenace resina bicomponente (metallo liquido), al fine di consolidarne la tenuta.
Ovviamente la vite andrà avvitata fino a un certo punto, evitando di stringere lo sgancia sagola, che deve poter ruotare senza attrito. Ho poi collocato una seconda vite che fa da battuta allo sgancia sagola ed evita la rotazione completa dello stesso. In tal modo lo sgancia sagola torna in posizione automaticamente. Se non avessi adottato questo accorgimento, lo sgancia sagola avrebbe ruotato completamente, ed un suo riposizionamento a fucile carico avrebbe richiesto l’azionamento del grilletto con relativa espulsione dell’asta. Nella vite di battuta ho infilato il segmento di un todino di alluminio, tanto per rendere la cosa esteticamente accettabile.
Per poter azionare lo sgancia sagola ho dovuto “allungare” il grilletto. In pratica ho tagliato un pezzo di grilletto di un fucile Seac, incollato sul grilletto Mirage e reso tutto omogeneo tramite uno stucco bicomponente del tipo “rifà tutto”. Ho successivamente rifinito il tutto con carta abrasiva fine.
Si è reso poi necessario scavare ulteriormente l’incavo dove sistemare il filo e, infine, modificare il segmento di contatto dello sgancia sagola con il grilletto. Purtroppo nell’effettuare quest’ultima operazione ho accentuato troppo la sagomatura, con  il risultato che applicando una trazione sufficientemente forte lo sgancia sagola riesce ad azionare il grilletto. Devo pertanto stare attento a non tendere troppo l’impiombatura, cosa peraltro che non si dovrebbe fare a prescindere.

Nuovo Pneumatico Salvimar

nuovo pneumatico salvimar
Sorpresa Salvimar all’Eudi Show 2011: nel 2012 verrà commercializzato un nuovo fucile pneumatico.
Apparentemente si tratta di un fucile “standard”, canna allagata,  testata leggera e fori di scarico svasati e inclinati. Non si sa se sia un canna 11 o canna 13 (considerato che la testata ha una doppia sede per la rondella di aste da 8 e 7 mm., propenderei per la seconda ipotesi).
L’impugnatura appare leggermente ergonomica, ma a occhio e croce sembra avvicinare troppo la sella pollice/indice al grilletto. Immagino che con questo prodotto la Salvimar voglia coprire il segmento dei fucili da tana/razzolo. Un “secondo fucile”  da portare in plancetta o un “primo fucile” per principianti.

pneumatico salvimar

Tecnica: l’agguato in superficie

L’agguato in superficie è sicuramente la tecnica più usata nella pesca subacquea, è relativamente semplice, quasi priva di rischi o fatiche, potenzialmente buona per tutto il pesce del bassofondo e che con un pizzico di fortuna e tanta pratica può regalare anche delle prede importanti. Tutti i pescasub principianti partono con l’agguato in superficie, ma anche i pescatori più esperti fra un aspetto e l’altro si concedono una sessione di riposo in superficie, muovendosi silenziosi e guardinghi nel bassofondo.

Anche se a prima vista può sembrare sempliciotta anche questa tecnica ha le sue regole e particolarità, che se non seguite con metodo e intuito non vedrete alcun pinnuto da catturare, o nella migliore delle ipotesi vedrete solo delle ombre schizzare via veloci senza la possibilità di puntare tempestivamente.

Intervista a Peppe Franchi, titolare di Calibro 12

Eudi 2010: Peppe Calibro 12 e Emanuele Zara
La Calibro 12 è una giovane azienda italiana che si occupa della modifica e della personalizzazione dei fucili pneumatici. I fucili assemblati da calibro 12 ripropongono tutti quegli accorgimenti che normalmente gli appassionati di armi subacquee apportano manualmente, con in più una peculiarità esclusiva: la canna interna ha un diametro di 12 mm., la classica via di mezzo tra quelli che sono attualmente gli standard predominanti, ossia 11 e 13 mm.
Di seguito l’intervista a Peppe, titolare e “creatore” del marchio Calibro 12

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